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Morti evitate, Ca’ Foncello al top

Prevenzione e diagnosi precoce, trevigiani primi in Italia per longevità. Benazzi: strada vincente

Prevenzione e diagnosi precoce fanno vivere i trevigiani mediamente di più e meglio che nel resto d’Italia. A dirlo è il Rapporto Mev(i) 2017, elaborato da Nebo Ricerche PA, in base a dati Istat ed Eurostat, che ha misurato il tasso di mortalità evitabile “con intelligenza”, cioè attraverso interventi di salute pubblica, promozione di corretti stili di vita e diagnosi precoce, efficaci nel contrasto di numerosi eventi mortali. Sul gradino più alto del podio si trova quindi la Marca, risultata il territorio dove proposta la prevenzione dà i risultati migliori. Infatti, si stimano solamente 10,67 giorni di vita “persi” per le femmine e 19,65 per i maschi. Parametri che non hanno eguali a livello nazionale. Guardando alla popolazione maschile delle altre province del Veneto, al secondo posto si trova Padova con 20,74 giorni, seguita da Vicenza (21,66), Verona (21,75), Venezia (23,11), Belluno (24,84) e Rovigo (25,75). Ancora più virtuose le donne, il cui tasso di mortalità evitabile è pari a 12,11 giorni e fa balzare il Veneto al primo posto nella classifica Mev(i) regionale.

Allargando lo sguardo al resto del nostro Paese, la maglia nera spetta a Napoli con 30,79 giorni perduti pro-capite. Insomma, a Treviso la popolazione risponde meglio che altrove agli screening ed è più attenta rispetto ad alimentazione, fumo e alcol. «Siamo decisamente soddisfatti del risultato raggiunto dalla nostra provincia, perché dimostra che abbiamo seminato bene nel tempo per quanto riguarda gli screening oncologici, del colon e del papilloma virus, ma anche in materia di prevenzione cardiovascolare e promozione dell'attività motoria. Un trend vincente anche a livello Veneto per il qual dobbiamo dire grazie a tutti i medici che operano negli ospedali e sul territorio» sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl 2 Marca Trevigiana.

Molteplici sono state nel corso di questi anni le attività che l'azienda sanitaria ha proposto sul territorio, coinvolgendo la popolazione di tutte le età. Elisir di lunga vita consiste nell'abbattere i fattori di rischio con piccoli gesti quotidiani. Per questo sono nati i gruppi di cammino, che coinvolgono gli alunni delle scuole con i pedibus, ma anche gli adulti. I progetti per incentivare una dieta povera di sale e ricca di frutta e verdura, contro l'obesità. Le campagne per ridurre il consumo di alcol e i corsi per smettere di fumare. Ai consigli di benessere si devono aggiungere le campagne di screening che vedono Treviso in vetta alla classifica regionale per adesione: l'81,2% delle donne partecipa al controllo per prevenire il tumore alla mammella, il 72% all'esame della cervice uterina e il 73% dei cittadini al test del colon. Alle attività per intervenire in tempo di fronte alla patologia, si deve aggiungere la qualità delle terapie erogate dagli ospedali trevigiani. «La classifica che ci vede al primo posto tiene in considerazione anche il livello delle prestazioni

fornite alla popolazione e la loro efficacia» conclude Benazzi «ci impegneremo a mantenere il risultato raggiunto continuando a puntare sulla diagnosi precoce e sulla qualità delle cure primarie e secondarie. Questa è la strada vincente».

Valentina Calzavara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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