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Conegliano

Il Comune paga chi va al lavoro in bicicletta

Come Parigi: 25 cent a chilometro, per un massimo di 50 euro al mese, ai residenti che lasciano a casa l’auto

CONEGLIANO. Essere pagati per andare al lavoro in bicicletta. A Conegliano succede: il Comune, come a Parigi, darà un contributo di 25 centesimi di euro per ogni chilometro percorso sui pedali (massimo 50 euro al mese) nel tragitto da casa al lavoro.

Si chiama “Bike to Work”, ed è un progetto che il Comune di Conegliano, primo nella Marca e tra i primi in Italia, ha approvato ufficialmente lo scorso 10 novembre. Di fatto, i residenti che rinunceranno all’automobile potranno ambire, a fine anno, a una sorta di “quattordicesima” da 600 euro, e in più ne avranno tratto giovamento per quanto riguarda la loro salute.

L’idea era stata lanciata, a fine estate, da Usl7 e Fiab, e lo scorso 16 settembre l’azienda sanitaria aveva dato il buon esempio invitando i suoi dipendenti ad andare al lavoro in bicicletta. Quella fu l’iniziativa di un singolo giorno, ora il Comune di Conegliano ha messo nero su bianco il regolamento per chi volesse aderire davvero al progetto. Le risorse ci sono: il primo anno è stato approvato in via sperimentale e per un massimo di una ventina di cittadini, per i quali è stato addirittura stilato un “Albo dei lavoratori su due ruote”, e la spesa dell’ente (un migliaio di euro, per il momento) sarà coperta da parte dei proventi derivanti dalle sanzioni della polizia locale.

Ci sono alcune regole da rispettare: bisogna essere residenti a Conegliano, non avere vicino a casa una fermata dell’autobus (in quel caso, il Comune incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici), utilizzare un’app sullo smartphone che dimostri, effettivamente, i minuti di pedalata e il tragitto compiuto ogni giorno. Non vale “barare” né percorrere a piedi lo stesso tragitto: faranno fede soltanto i dati registrati nell’app anti "furbetti" autorizzata dal Comune.

«L’obiettivo principale del progetto – spiega il Comune – non sarà solo quello di incrementare la percentuale di cittadini utilizzatori della bicicletta, quale ordinario strumento di mobilità urbana, diminuendo il numero delle auto in circolazione sul territorio e, conseguentemente, le emissioni di CO2, ma anche quello di stimolare, a livello locale, azioni volte al miglioramento della qualità della vita della popolazione». Non si sa ancora chi siano i venti coneglianesi che rinunceranno all’automobile in favore delle due ruote, portandosi a casa 25 cent per ogni chilometro.

Tra di loro, però, non ci sarà il primo cittadino Floriano Zambon, al quale era stato chiesto di partecipare per dare il buon esempio: peccato che tra il municipio e la sua abitazione, a Scomigo, ci siano i saliscendi delle colline, «Ci sono le Rive» scherza lui, decisamente troppo faticose (al ritorno). «Scherzi a parte, non avrei i requisiti per partecipare», spiega Zambon, «in quanto ho una

fermata dell’autobus a una ventina di metri da casa. Si tratta di un progetto interessante e siamo tra i primissimi in Italia a portarlo avanti. Gli importi delle multe sono in parte destinati alla sensibilizzazione sull’uso del sistema viario, quindi la spesa è già coperta». (a.d.p.)

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