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Le pagelle della Rettore: «Sanremo, promuovo solo Ruggeri»

La cantante commenta l’ultimo festival: «Più attenzione ai testi, Michielin è la fotocopia di Elisa»

«Il vincitore per me è Enrico Ruggeri». La cantante e cantautrice castellana Donatella Rettore stila la sua pagella dell’ultimo Festival di Sanremo, dall’alto della sua esperienza di artista che alla manifestazione canora ci è andata quattro volte: «Enrico Ruggeri è l'artista che ho preferito. Lo conosco, siamo amici e coetanei. Mi è piaciuto molto in questa versione bella, giovane e non attapirata come l'ho visto altre volte. Amo le canzoni serie, ma preferisco quelle allegre».

Degli Stadio, cosa ne pensa?

«Vittoria meritata, il pezzo era ben arrangiato, hanno alle spalle una lunga carriera. Ma potevano scrivere un testo migliore, onestamente. Era formale, pieno di francesismo. Mi piace la loro identità autentica, quella originaria. In realtà guardando al successo di pubblico, il vero vincitore sarebbe Caccamo. Scommetto che sarà pure l'artista che le radio passeranno di più».

Cosa le è piaciuto di più di Sanremo 2016?

«Il Signor Elton John, un vero artista, dolce, denso di passione. Fantastico. Se ci fossero stati anche Adele e i Coldplay assieme a sir Elton sarebbe stata l'edizione ideale! Belli anche i Pooh, molto emozionanti anche se non perfetti. Stupenda Laura Pausini, una voce bellissima e credo potrebbe anche presentare l'anno prossimo».

E cosa non le è piaciuto? «Non mi piace quando vengono spettacolarizzate le disgrazie. In passato Sanremo era stato protagonista di episodi che non amo. È intrattenimento, spettacolo ed eventualmente informazione. Ma non spettacolarizziamo le disgrazie».

Sulla conduzione che dice? «Virgina Raffaele è stata stupenda, perfetta, bellissima. Rendeva inutile l'altra valletta, di cui non ricordo nemmeno il nome. Garko mi è piaciuto, ma è stato massacrato dal primo all'ultimo minuto. Si doveva lasciargli più spazio. L'anno prossimo mi piacerebbe vedere Alessandro Preziosi, bello e bravo. E ragazze italiane, non straniere».

Che rapporto ha con festival della canzone?

«Ci sono stata 4 volte, due da giovane e due da Big: 1974 e 1977, poi 1986 e1994. Esperienza fantastica. Nel 1977 mi son ritrovata vicino a Barry White. Nel 1994 c'era Madonna e il grande Elton John. E partecipanti come Irene Grandi, la Pausini, Bocelli».

Nella prossima edizione cosa le piacerebbe vedere?

«Il mio sogno sarebbe vedere la reunion degli Abba. Ci vorrebbe un festival più internazionale, davvero. Quando vivevo a Londra non si riusciva a vederlo da lì. Ci vorrebbe inoltre più attenzione ai testi, quest'anno erano difficili da capire. Me li son dovuta leggere su Sorrisi e Canzoni. E poi basta con gli

artisti fotocopia. La Michielin è una fotocopia di Elisa. Posso già immaginare i brani che andranno in radio. Caccamo di sicuro, mentre Bluvertigo, Scanu e gli stessi Stadio non si prestano per nulla alla radio. Si dovrà aspettare qualche mese per vedere i veri successi, quelli radiofonici».

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