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l'indagine

Rapine ai bar, furti e ricettazione: arrestati tre sinti

Si tratta di Davide Cavazza, nato Rovereto e residente Loreggia; Cristian Gabrieli, nato Cittadella e residente Castelfranco; Rej Relandini, nato Montebelluna e residente Vedelago

Nella notte tra lunedì e martedì i carabinieri del Comando provinciale di Padova hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere arrestando 3 italiani di etnia sinti responsabili di rapina a mano armata in danno di esercizi pubblici, furti e ricettazione. Si tratta di Davide Cavazza, nato Rovereto e residente Loreggia; Cristian Gabrieli, nato Cittadella e residente Castelfranco; Rej Relandini, nato Montebelluna e residente Vedelago.

I tre al termine di prolungate e pazienti indagini sono stati ritenuti responsabili di 4 cruente rapine consumate in danno di esercizi commerciali nel Padovano. L’attività investigativa ha avuto una svolta in considerazione che i filmati delle telecamere di sorveglianza facevano intuire chiaramente che gli autori erano gli stessi, sia per come erano vestiti che per come si muovevano.

Nella circostanza indossavano delle tutte bianche usa e getta e usavano la stessa arma, un fucile a canne mozzate. Da qui una ricerca nel passato al fine di trovare analogie con altri colpi per mettere insieme più indizi che consentissero l’individuazione degli autori, che non lesinavano mai violenza e modi spicci con le vittime che tentavano la pur minima resistenza.

Una accurata attività informativa e prolungati servizi di osservazione consentivano di individuare le auto che il gruppo usava per le rapine, un Audi bianca, rubata in un concessionario di Castello di Codego (TV), il 20 settembre 2015 e una Bmw blu rubata ad un concessionario di Padova il 3 novembre 2015.

Il lavoro di comparazione dei filmati delle rapine consentiva di tirare fuori dei profili degli autori tali che permetteva di ristringere di molto gli ambiti di  ricerca, soprattutto vista anche la mole del Gabrieli, che sicuramente non passava inosservata.

Dai notori rapporti di amicizia e tra quest’ultimo ed il Cavazza, sono iniziate serrate indagini tese a monitorare i due e da qui a ricostruire l’intera banda.

La comparazione di  alcuni capi di abbigliamento, di  particolari fisici, ed il risultato di attività tecniche ha consentito al Pubblico Ministero, dott. Benedetto Roberti, di richiedere, e al Gip, Domenica Gambardella di emettere le misure cautelari eseguite nella giornata di oggi.

Bisogna sottolineare la particolare accortezza degli indagati nelle ore antecedenti i colpi di azzerare completamente i contatti tra di loro e soprattutto di lasciare a casa

le loro utenze cellulari, per poi comunicare tra loro con ricetrasmittenti.

Importanti riscontri anche dalle perquisizioni in atto che hanno consentito di recuperare vari capi di abbigliamento utilizzati durante le rapine ed un caricatore vuoto per pistola semiautomatica.

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