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Dall’Agenzia spaziale le immagini dal cielo e i suoni delle comete

Il respiro dell’universo svelato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è fatto dei rumori delle comete e delle frequenze emesse dai corpi celesti

TREVISO. Il respiro dell’universo svelato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è fatto dei rumori delle comete e delle frequenze emesse dai corpi celesti. Non è fantascienza e neppure un film di Kubrick, bensì un lavoro quotidiano fatto di dati, immagini e filmati satellitari che, sfruttando la prospettiva dall’alto, mappano la Terra, i corpi che le orbitano attorno e gli asteroidi che la sfiorano a qualche migliaio di chilometri. Marco Trovatello w Fabrizio L'Abbate, ospiti ieri di Fabrica, il centro di ricerca di Benetton Group a Catena di Villorba, hanno raccontato il loro lavoro all’interno dell’agenzia spaziale. Perché non esistono solo gli astronauti, l’attività ha molte altre sfaccettature. Dalle previsioni meteorologiche, alle telecomunicazioni, passando per le missioni.

Dietro a ogni viaggio ci sono un’intensa preparazione e una cura maniacale nella divulgazione delle scoperte. Marco Trovatello, 47 anni, si occupa proprio di quest’ultimo aspetto in qualità di Cross-media coordinator and communication strategist dell’Esa. «Occorre stabilire un filo diretto con i media, i social e anche altri siti per connettere le persone ai contenuti» spiega Trovatello «buona parte del mio lavoro è anche nella progettazione di modalità con cui connettere gruppi e individui alle informazioni. Ad esempio, nel nostro archivio sonoro, ci sono i suoni delle comete sotto forma di frequenze ed è possibile consultarli».

Earth (credit ESA)
Earth (credit ESA)

Fabrizio L’Abbate, 39 anni, è invece a capo del team Design and Graphics e ha presentato a Fabrica l’archivio delle immagini. Scenari che tolgono il fiato. Le nervature del gran canyon in Arizona sembrano un disegno a china. Il centro di Xuzhou, in Cina, quasi 2 milioni di abitanti, appare come un ordinato insieme di rettangolini colorati. Vista da lassù l’isola di Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, ha la forma di una balenottera. Una notte in Israele regala le luci di Tel Aviv e di Gerusalemme facendole sembrare a due passi l’una dall’altra. E ancora. La scia di una nave nell’oceano Indiano. Il fumo dall’Etna e la costa australiana che assomiglia a un quadro dalle tinte pastello. Ma non c’è solo la poesia, i satelliti monitorano anche i cambiamenti climatici e vengono impiegati per intervenire durante i disastri naturali e indirizzare i soccorsi.

La cometa Rosetta
La cometa Rosetta

Tra le foto simbolo anche un omaggio al globo terrestre nella sua interezza: «È la Terra vista dallo spazio, con lo sfondo nero e l’azzurro dei mari che emerge prepotente. È un’immagine iconica che ci fa capire l'importanza di pensare alle risorse limitate del nostro pianeta» spiega L’Abbate «la Terra vista così sembra una “Spaceship Earth”, una navicella spaziale in cui ognuno di noi è un viaggiatore ed è chiamato a trattare con cautela e rispetto le risorse limitate a nostra disposizione».

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