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Battuti, una nuova piazza per vivere il centro storico

Dopo pasticci e ripensamenti il Comune ha presentato il piano di riqualificazione. Pavimentazione di pregio al posto dell’asfalto, illuminazione e arredo urbano 

TREVISO. Finalmente un vero progetto di riqualificazione per piazza Santa Maria dei Battuti. E con i fiocchi, dopo mesi di figuracce, tra panchine a forma di bara spostate avanti e indietro e alberi agonizzanti nei vasi. Quello che prima era un garage a cielo aperto, e oggi un pasticcio ibrido, nel 2016 tornerà ad essere di nuovo un luogo di aggregazione con panchine anche a semisfera schiacciata, aiuole, alberi ma soprattutto una pavimentazione di gran pregio, senza più tracce di asfalto, che diventerà collegamento tra il Quartiere Latino, piazza San Leonardo e la Pescheria, Una piazza illuminata in modo suggestivo di notte, con luci installate sulle facciate dei palazzi. Unico neo: essendo una zona a traffico limitato (Ztl), residenti e commercianti potranno continuare ad attraversarla in auto provenendo da piazza san Leonardo e da via Toniolo.

Ma è un assurdo: la pavimentazione prevista è talmente pregiata che, una volta consegnata l’opera, di certo il Comune prenderà provvedimenti, deviando almeno il traffico di via Toniolo. I lavori partiranno nel maggio del 2016 per terminare 5 mesi dopo, verso ottobre. Costo dell’operazione, che attende ancora il via libera della Soprintendenza: 420 mila euro, più 70 mila per la nuova illuminazione, più 190 mila per rifare le fognature. Tutto già a bilancio, per evitare nuove polemiche. Insomma: dopo la falsa partenza di mesi fa con un progetto che di fatto non c’era, panchine a forma di bara seminate alla rinfusa nell’imbarazzo generale (sono 6, ma verranno disposte in modo meno impattante), grandi vasi con alberelli secchi, ora si fa sul serio. Grazie al lavoro di tre studi di architettura: B+B Associati, ABA Architettura e Peruzzo Architettura. Che dicono: «Il progetto prevede di “ricucire” trasversalmente gli elementi rilevanti dal punto di vista storico, architettonico e artistico: la colonna-obelisco, termine di confine dell’ex ospedale, la facciata principale di quest’ultimo con il “Torresin”, portale d’accesso al Quartiere Latino, e le “quinte sceniche” dei palazzi sui lati nord e sud. Il progetto vuole attribuire alla piazza un compito inclusivo, prolungando i percorsi convergenti in essa: vicolo San Leonardo, piazza dell’Umanesimo Latino, i vicoli verso Buranelli e Cagnan.

Attraverso la nuova pavimentazione si è voluto rievocare il percorso porticato che nei secoli scorsi collegava San Leonardo con i Battuti. Attorno all’obelisco si è creato un salotto all’aperto sottolineato dalla pavimentazione a forma di tappeto e dall’illuminazione artificiale. Due aree verdi, con alberature, segnano i limiti del cuore della piazza e concludono prospetticamente i percorsi che conducono a Buranelli e Cagnan. Una terza area, che si alterna alla fascia di ciottoli, ospita piante anallergiche». Dice il sindaco Manildo: «La piazza è per definizione il luogo dell’incontro, un messaggio importante soprattutto in giorni come questi in cui la paura sembra aver il sopravvento». «Il progetto è il frutto del lavoro di tante persone e di tanti mesi di attività», dice l’assessore alla cura e al benessere Ofelio Michielan.

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