Quotidiani locali

l'emergenza

La frana sul Fadalto torna a muoversi «Botto terribile»

Vittorio Veneto, ieri pomeriggio altri massi sono precipitati e a seguito delle piogge un nuovo fronte pare si sia aperto in zona Fadalto Basso

VITTORIO VENETO. Si è rimessa in movimento la grande frana del Fadalto, che per mesi non aveva dato segni di vita, tant’è che nel luglio scorso i Comuni di Vittorio Veneto e Farra d’Alpago avevano dichiarato il “cessato pericolo”. Ieri, alle 15, un tuono e sono cadute alcune decine di metri cubi di roccia, sassi e terra. Si sono depositati a valle, sulla massa staccatasi l’anno scorso, in luglio. «Stavo cercando funghi, tenendomi un po’ distante dal versante franoso – racconta Silvano De Nardi, coordinatore dell’associazione di quartiere Val Lapisina – e un botto improvviso mi ha fatto sobbalzare. Ho guardato in alto ed ho visto una nuvola di fumo, sprigionarsi dal corpo di frana. Sono corso via ma ho sentito distintamente i massi che precipitavano. Confesso che ho avuto paura, anche se mi trovavo in zona di sicurezza».

De Nardi ha abbandonato i 10 chili di chiodini che aveva trovato e li ha recuperati dopo un po’, ad evento concluso. Le prime case si trovano ad oltre 150 metri, quindi non vi è pericolo immediato per le persone, ma è stato riattivato, all’inizio dell’estate, il sentiero Cai che transita vicino alla frana, per cui torna il consiglio delle autorità comunali di Vittorio Veneto e Farra a tenersi lontani, soprattutto in questo periodo di piogge.

L’altro giorno, a seguito di una precipitazione abbondante, una frana del tutto nuova era scesa a valle in località Fadalto Basso, lungo uno dei 6 valloni che scendono dalla montagna, percorsi da masse instabili. Secondo il geologo Luca Salti, che ha percorso più volte il versante della frana storica del Fadalto, ci sono ancora pareti instabili, peraltro di dimensione limitata, che potrebbero scendere sollecitate dalle precipitazioni. «E’ vero, fino a che non compare la nuda roccia, gli smottamenti continueranno, ma non basta saperlo – afferma l’ex assessore ai lavori pubblici, Bruno Fasan - è necessario che, da una parte, i controlli siano ripetuti, da parte almeno della protezione civile, e dall’altra che, dove è possibili, si effettuino disgaggi per la pulizia di questi versanti». In prefettura, a Treviso, è stato costituito un gruppo di pronto intervento con la Regione, la Provincia, il Comune di Vittorio Veneto, la Protezione civile, il Genio civile, le Ferrovie, l’Anas, la Società Autostrade e l’Enel, tutti enti che operando nel territorio potrebbero avere dei problemi da eventuali cadute.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie