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Nico e Anna, le smanettone dell’Ipsia alla Maker Faire

CASTELFRANCO. Maker, ragazzi che cercano e realizzano innovazioni tecnologiche basate su informatica, droni, stampanti 3D. Un ambiente dominato da maschi “smanettoni”, che dedicano tutto il loro...

CASTELFRANCO. Maker, ragazzi che cercano e realizzano innovazioni tecnologiche basate su informatica, droni, stampanti 3D. Un ambiente dominato da maschi “smanettoni”, che dedicano tutto il loro tempo libero a questo loro hobby? Questo secondo un errato immaginario collettivo. A smentirlo ci pensa l'Ipsia Galilei che quest'anno manderà alla Maker Faire, la fiera dei maker in programma a Roma dal 16 al 18 ottobre, due belle ragazze: Anna Casagrande e Nicoletta Effah, studentesse di quarta. Saranno loro le prime maker girls che approderanno a questa manifestazione specialistica, la terza più importante nel mondo, con la partecipazione di ben 65 nazioni. Saranno le ambasciatrici di “Droni by Art”, il progetto elaborato dall’Ipsia Galilei che ha inventato un nuovo modo di usufruire del patrimonio artistico. Con i droni è possibile passeggiare virtualmente tra le sale dei musei, con la possibilità di contenuti interattivi, già sperimentato alla Biennale di Venezia, alla mostra sull’Avanguardia Russa a Passariano, al Museo Archeologico e alla collezione Pinault a Venezia e, prossimamente, ancora a Passariano per la mostra su Mirò. «Che il mondo dei maker sia esclusivamente maschile è un luogo comune da sfatare», spiega Anna, «certo, è difficile immaginare una ragazza alle prese con motori, cacciaviti e programmazioni informatiche. Ma è così». Le ragazze voleranno a Roma grazie al fatto che il progetto “Droni by Art” è stato segnalato come tra i migliori da porre all’attenzione mondiale, vincendo viaggio, vitto e alloggio a Roma. Anna e Nicoletta saranno accompagnate da vicepreside Nazzareno Bolzon. «È la nostra seconda esperienza a Roma ed è significativo che questa scelta abbia riguardato una scuola: dei 17 FabLab veneti (ovvero queste officine digitali di sperimentazione) siamo l'unico all'interno di una scuola». Ma quanti dei progetti dei maker trovano poi il successo nel mercato? Spesso molte innovazioni rimangono nel cassetto in quanto non trovano gambe per camminare. «All'Ipsia

ci occupiamo anche di questo aspetto», conclude Bolzon, «oltre alle competenze tecniche abbiamo cominciato a introdurre concetti di impresa e auto imprenditorialità che aiuteranno i nostri studenti ad affrontare il mondo del lavoro anche sotto questa prospettiva».

Davide Nordio

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