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L'INCHIESTA

Vado a vivere a Monfumo

Per il ministero dell'Ambiente è il comune trevigiano con la miglior tutela del territorio. Ora anche altre amministrazini stanno promuovendo un cinsumo dle suolo resposabile, mai problemi sono molti

TREVISO. Il miglior posto dove vivere, circondati dal verde? Monfumo, sulle colline asolane, che ha dimostrato di salvaguardare l'ambiente e il paesaggio molto più che in ciascun paese trevigiano: secondo i dati sul consumo del suolo che pubblichiamo in questa inchiesta di Davide Michielin, il piccolo paese trevigiano _ appena millecinquecento abitanti _ è considerato il più virtuoso per consumo del territorio. Appena 41 ettari in un territorio di poco più di 11 chilometri quadrati. A confronto, il capoluogo Treviso - peggior comune, anche per effetto della concentrazione dei servizi provinciali _ registra 1825 ettari costruiti su un territorio di 55 chilometri quadrati.

Ma il dato che pone la provincia di Treviso all'ottavo posto in Italia per consumo del suolo è di quelli che fanno rabbrividire: siamo dietro a Milano, Napoli, Torino. Per estensione, abbiamo 32 mila chilometri quadrati di costruito; per percentuale quasi il 13 per cento del territorio. Decisamente troppo, se si considera poi che un quarto delle abitazioni costruite in provincia di Treviso è vuota.

Condomini in costruzione nella provincia
Condomini in costruzione nella provincia

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Dimostrarne la relazione è impossibile, ma è lecito riflettere sulla possibile correlazione esistente tra impermeabilizzazione del territorio, eccesso di cementificazione e i sempre più frequenti fenomeni atmosferici calamitosi , che anche recentemente  hanno devastato il nostro territorio.

Il presidente della giunta regionale, Luca Zaia, ha depositato il 29 giugno scorso una proposta di legge   che mira al contenimento  del consumo del suolo, introducendo il credito edilizio e meccanismi premianti per chi demolisce. Ci ha messo dunque la faccia, lanciando lo slogan del "modello svizzero", cioè a "saldo zero": non un metro cubo in più se prima non si fa un po' di spazio demolendo cubature non più utilizzabili.

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E' un buon inizio, che ora deve tradursi in una legge regionale che, fatti salvi i diritti acquisiti, mette un po' d'ordine nel nostro territorio. Dopo gli anni della cementificazione torrentizia e aggressiva, delle agevolazioni legate agli incentivi Tremonti per i capannoni, del Piano casa 1, 2 e 3, sarebbe la dimostrazione che il Veneto ha deciso di voltare pagina. Per fare questa legge non serve molto tempo: lo vuole il presidente del Veneto, che detiene la maggioranza assoluta del consiglio regionale, lo chiedono a gran voce i cittadini che non ne possono più di essere circondati ovunque da fabbricati inutili, lo chiedono le associazioni di categoria. Dunque, potrebbe essere approvata in breve tempo.

La cartina di tornasole saranno i primi mesi di questa nuova legislatura regionale: se entro il 2015 questa legge sarà approvata significa che il presidente è superiore alle lobbies e alle burocrazie del "non si può fare". Altrimenti, significa che lanche nella nostra regione gli interessi particolari prevalgono su quelli generali.


 

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