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scuola e arte all’Expo

Il minidrone dell’Ipsia nelle mani di Renzi

CASTELFRANCO. Si chiama “Droni by Art. Il giornalismo tascabile” ed è un'iniziativa per promuovere l'arte tra i giovani. A proporla un’associazione culturale, l’Aida di Angelo Miatello, assieme all’I...

CASTELFRANCO. Si chiama “Droni by Art. Il giornalismo tascabile” ed è un'iniziativa per promuovere l'arte tra i giovani. A proporla un’associazione culturale, l’Aida di Angelo Miatello, assieme all’Ipsia Galilei che ha ideato un drone tascabile (poco più grande di una vecchia cartolina), dotato di microcamera.

Il drone viene fatto volare, ha un'autonomia di una decina di minuti, si ricarica in un nulla e registra immagini volutamente solo in spazi aperti o chiusi dedicati a esposizioni d'arte.

Si tratta - spiegano gli ideatori, che corredano le immagini con un audio registrato in diretta su un telefonino - di un’iniziativa per avvicinare i giovani alle arti attraverso il cosiddetto social media, dagli smartphone ai tablet fino al pc domestico.

Il progetto in fase di dimostrazione, è «una piattaforma integrata che parla solo di cultura e arte», rileva Angelo Miatello, «Con dei minidroni è possibile, e noi lo abbiamo già fatto, riprendere a tutto campo azioni e fatti culturali, interviste e commenti, che grazie a un apposito gruppo di docenti, studenti-stagisti e cultori della comunicazione possono promuovere mostre e altre iniziative culturali. L’obiettivo è di stabilire un rapporto diretto con il mondo dell’informazione, coinvolgendo gli studenti delle superiori perchè le nuove tecnologie dovrebbe permettere un maggior avvicinamento dei nativi digitali all’arte e alla cultura».

Dal trasloco della Bellona-Minerva di Paolo Caliari detto il Veronese dal museo Giorgione alla palestra del liceo in via Verdi alle mani del premier Renzi, a cui è stato dato il giorno dell’inaugurazione di Expo Milano, il minidrone dell’Ipsia Galilei ha accumulato testimonianze. «Ci si è resi conto», aggiunge Miatello, «che la comunicazione-curiosità oltrepassa

le barriere del suono usando un oggetto-giocattolo equipaggiato di memoria, fotocamera e batteria, pilotato da un nativo digitale (15 anni). «I test di questi mesi confermano che i giovani non sono amorfi, anzi hanno tanta energia da spendere», dichiara Daniele Pauletto, docente dell’Ipsia.

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