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Palazzo “difettoso” maxi rimborso per i condòmini

Il tribunale: stabile progettato male e costruito peggio Risarcimento da 300 mila euro dopo le perizie a Cison

CISON DI VALMARINO. Un condominio progettato male, e costruito peggio. Ora, però, i suoi inquilini sono stati rimborsati di circa 300 mila euro, somma con la quale potranno riparare le varie criticità dei loro appartamenti. Lo ha deciso il Tribunale di Treviso con sentenza dello scorso 6 marzo: quel condominio a Cison di Valmarino presenta una serie di difetti strutturali gravi, per i quali servono lavori urgenti. Il Tribunale è arrivato alla decisione a seguito di due perizie effettuate da due consulenti tecnici diversi, che hanno condannato tutti i convenuti al risarcimento del danno, oltre alle spese legali e di consulenza.

I periti hanno accertato una serie di vizi e difetti di costruzione strutturali e di mancati controlli da parte dei tecnici sull’intero condominio. La vertenza ha visto per protagonisti una decina di inquilini, rappresentati in giudizio dagli avvocati Sossio Vitale e Nicola Vitale. Il condominio, venduto nel 1995, presenta evidenti errori di progettazione e di costruzione: ci sono fessurazioni passanti che attraversano la muratura, materiali di qualità scadente, errori di calcolo nella disposizione di alcune parti strutturali, finestre che non si aprono nel modo corretto, un telaio in cemento armato senza giunti di espansione (che dovrebbero ammortizzare le connessioni tra le travi).

I consulenti del tribunale hanno registrato tutto. Il giudice ha ritenuto responsabili anche l’immobiliare venditrice («per aver esercitato importanti ingerenze nella realizzazione dell’opera», si legge nella sentenza), l’ingegnere progettista direttore dei lavori per la parte strutturale («evidente la sua responsabilità»), la società di costruzioni. Assolti il geometra (dal quale non dipese la scelta del materiale utilizzato), due architetti («i vizi riscontrati riguardano la progettazione strutturale, e non dipendono in alcun modo dall’opera dei progettisti architettonici»), l’operaio mero esecutore materiale dell’intonaco.

In totale la somma da risarcire agli inquilini è di 301 mila e 500 euro, calcolata dal tribunale in base alla spesa necessaria per la riparazione dei vizi costruttivi, comprese spese tecniche

e Iva. Le responsabilità maggiori sono a carico dell’ingegnere direttore dei lavori e del costruttore (entrambi contribuiranno al risarcimento danni per il 40 per cento). Il 20 per cento della responsabilità è stata ascritta invece all’immobiliare committente, che ha sede nel Pievigino.

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