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Padre uccide moglie e figlio e si ammazza

Dramma in provincia di Treviso, a Refrontolo, il dramma scoperto nel primo pomeriggio. Inutile la corsa delle forze dell'ordine e dei medici del 118. 

Prima ha ucciso il figlio tagliandogli la gola con un coltello da cucina mentre dormiva in camera da letto. Poi è sceso al piano terra, ha atteso che la moglie rientrasse in casa dal cortile, dove aveva appena steso i panni, e l’ha massacrata con una mazza da muratore in bagno. Infine è salito sulla soffitta e s’è impiccato con una corda fissata alla trave.

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Una lucida follia, domenica mattina, ha spinto Sisto De Martin, 62 anni, pensionato di Refrontolo ad ammazzare il figlio Cristian, 24 anni, studente all’università di enologia di Conegliano, e la moglie Teresa Raposon, 56 anni, casalinga d’origine filippina.. Il teatro della tragedia è una bifamiliare, appena ristrutturata, in via Vittoria a Refrontolo. Nessuno sa spiegarsi cosa abbia spinto il pensionato a sterminare la sua famiglia e sè stesso. La tesi del raptus si annienta contro quella di un duplice omicidio in apparenza pianificato. Eppure Sisto De Martin s’era iscritto con la moglie ad una gita a Trieste fissata per il 21 dicembre.

Il luogo del dramma di Refrontolo
Il luogo del dramma di Refrontolo

Nessuno si accorge di nulla. La tragedia si consuma nel più completo silenzio. Non un grido, non un lamento. Nessuno dei vicini s’insospettisce del silenzio che circonda la bifamiliare dei De Martin. Del resto quella di Sisto è una famiglia riservata. Passano più di due giorni e nessuno si accorge di nulla. Soltanto nel pomeriggio di ieri, verso le 14.30, Andrea Curtolo, il direttore della cantina “Colli del Soligo”, dove Cristian De Martin da cinque anni fa lo stagista nella linea di imbottigliamento, lancia l’allarme ai carabinieri della stazione di Pieve di Soligo. Cristian, infatti, da due giorni manca dal lavoro. E non risponde né al cellulare né al telefono di casa. Un fatto strano per un dipendente modello.

A quel punto i carabinieri mandano una pattuglia a controllare nell’abitazione di via Vittoria a Refrontolo e lì scoprono la tragedia. Il movente. Gli investigatori tendono ad escludere che vi sia un movente economico dietro alla nuova tragedia di Refrontolo. La famiglia De Martin era benestante e Sisto aveva ereditato campi e case dai familiari. Escluso il movente economico, i carabinieri stanno scandagliando la vita privata di una famiglia riservata per cercare di dare una spiegazione al gesto che ha portato allo sterminio di un’intera famiglia.

Biglietti accanto al corpo dell’omicida-suicida non ne sono stati trovati. Un momento di lucida follia, un raptus, potrebbe aver spinto il pensionato, dal carattere introverso e dal passato segnato da disgrazie come la morte in un incidente in moto del fratello, ad annientare la sua famiglia. Le reazioni. In paese nessuno sa spiegarsi cosa ci sia dietro alla tragedia di via Vittoria. I vicini di casa parlano tutti di una famiglia riservata e perbene. Sisto viene descritto come un uomo introverso che, dopo una vita di duro lavoro, prima in fabbrica, poi in Germania come gelatiere ed infine in Italia come camionista, si dedicava a coltivare i campi. Cristian era un ragazzo d’oro e studente modello alla facoltà di Scienze e tecnologie vitivinicole al Ciarletti di Conegliano. Teresa una madre premurosa, una casalinga perfetta. Un quadro pulito di una famiglia perfetta. Troppo perfetta

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