Quotidiani locali

Sicurezza: ronde "social"
L'allarme furti corre su Facebook

Un litigio tra un gruppo di ragazzi e un autista della Mom sfocia in una brutale aggressione ai danni del conducente

Partite da Pieve di Soligo, e alimentate dalla voglia di fare squadra per difendersi da furti e truffe, stanno dilagando in tutta la Marca le “ronde virtuali”, gruppi Facebook nei quali i cittadini si scambiano informazioni e accorgimenti per scongiurare nuovi episodi di microcriminalità. Meno di 24 ore dopo la nascita di “Sorvegliamo Pieve H24”, sono stati creati da privati cittadini i gruppi omonimi di Susegana, Conegliano e Ponzano, mentre pagine Facebook con la stessa missione, ma nomi diversi, sono spuntate anche a Mogliano e Valdobbiadene. E, dai riscontri delle primissime ore online, i gruppi funzionano: migliaia di iscritti, decine di post su ogni pagina, furti (veri o presunti) denunciati in tempo reale. Forse ancora prima di avvisare i carabinieri, ed è qui che qualcuno ha sollevato la perplessità maggiore: «Perché denunciare qualcosa su Facebook, anziché ai carabinieri?», si è chiesto il sindaco di Pieve, Stefano Soldan.
 

“Chiedo più sicurezza e più controlli per via Roma”. Il sindaco di Treviso Giovanni Manildo nelle scorse ore ha chiamato le autorità di pubblica sicurezza sul territorio, Prefetto e Questore, per chiedere risposte immediate sulla vicenda accaduta sabato in via Roma e per scongiurare il ripetersi di simili fatti.

Nei mesi scorsi era stato concordato di predisporre delle pattuglie miste tra le varie forze dell’ordine – prosegue il primo cittadino – pattuglie che però fino ad oggi sono state effettuate solo dalla nostra locale. I nostri agenti  continueranno sicuramente a svolgere le funzioni che gli competono, i controlli antiaccattoni, antiacol e infine a dare supporto, ma non possono e non possono supplire alle funzioni che sono proprie dello Stato”.

La Uil Trasporti ha organizzato un sit-in di solidarietà all'autista aggredito in via Roma sabato pomeriggio. Un conducente della Mom annuncia che utilizzerà una telecamera al petto per filmare i suoi turni di servizio.

 
Un bisticcio per un abbonamento del bus non valido si è trasformato in un linciaggio. Insulti, botte, pugni e schiaffi rivolti a un autista di Mom da parte di un branco di almeno trenta ragazzini. Un’aggressione avvenuta in via Roma, di sabato, in ora di punta, di fronte a centinaia di persone. Lui, Luca Dal Corso, 45 anni, ieri sera, dopo aver passato il pomeriggio tra pronto soccorso (ha una manciata di giorni di prognosi) e questura ancora non si capacitava di quanto gli era accaduto: «Non auguro a nessuno ciò che mi hanno fatto», ha affermato, «mi auguro invece che queste cose non capitino più». La polizia, subito dopo i fatti, ha denunciato uno dei ragazzini del branco: ha 18 anni e dovrà rispondere delle accuse di lesioni e ingiurie.
 
 

Aggredito sul bus. Luca Dal Corso era alla guida di un bus extraurbano diretto a Padova quando, in via Roma, verso le 13.30 sono saliti quattro ragazzini di origini sudamericane. L’uomo ha chiesto (come previsto dalla normativa) di esibire il biglietto. Quando si è accorto che il quartetto aveva titoli di viaggio sbagliati, ha intimato loro di scendere. Tre di loro hanno abbandonato il mezzo, il quarto ha iniziato a dare in escandescenze. Lo ha insultato, gli ha sputato in faccia e gli tirato uno schiaffone. Dal Corso non poteva sapere che non sarebbe finita lì, che sarebbe divenuto protagonista di scene da guerriglia urbana.
In trenta contro uno. L’autista, dopo essere stato picchiato e insultato, d’impeto, ha lasciato la guida del bus per rincorrere il ragazzetto. Di certo non poteva immaginare che il suo aggressore, in pochissimi secondi, fosse già riuscito a raccogliere una falange di “amici” con cui dargli la seconda rata di botte. In trenta lo hanno circondato, strattonato, fino a farlo finire dall’altra parte della strada. Lì, non si sa da chi e soprattutto perché, è partito un altro pugno, ancora al volto, ancora senza la possibilità di difendersi. Mentre si consumava una scena mai vista a memoria di trevigiano qualcuno ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenute alcune pattuglie della Squadra Volanti della polizia. Subito gli agenti, nel fuggi fuggi generale, sono riusciti a bloccare uno dei presunti autori dell’aggresione, o meglio uno di coloro che avrebbe strattonato e trattenuto Dal Corso mentre veniva picchiato.
Il video choc. Mentre si consumava il linciaggio, i telefoni cellulari erano schierati a immortalare la scena. Tutto il materiale ora è nelle mani della polizia. Uno dei video, pubblicato sul sito della Tribuna, mostra chiaramente ciò che è avvenuto in via Roma. L’autista scende dall’autobus, immediatamente viene accerchiato da un branco di una trentina di persone. Spintonato selvaggiamente da un lato all’altro di via Roma. Nelle immagini si vede l’uomo, con la camicia azzurra, sballottato al centro della folla, strattonato da più persone, afferrato per il braccio, con violenza. L’aggressione dura più di un minuto. La gente urla. L’uomo cerca di liberarsi da quanti lo stanno trattenendo. Qualcuno cerca di dargli una mano. A un certo punto sembra riuscire ad allontanarsi ma un uomo gli sferra un pugno in pieno volto. Viene allontanato da un collega, che lo porta verso l’autobus. Dal Corso si piega sulle gambe tenendosi il volto con le mani. È stato colpito allo zigomo. La folla continua a osservare, poi il branco si disperde.
La rabbia della gente. Residenti e commercianti della zona da tempo denunciano una situazione oramai fuori controllo, con tafferugli e litigi all’ordine del giorno. I vertici della Mom solo pochi mesi fa avevano sollevato la questione ordine pubblico. «È una situazione insostenibile. Ci occupiamo di trasporti, non di sicurezza. Siamo preoccupati per il nostro personale e siamo stanchi
di segnalare questi fatti senza che nessuno intervenga in nostro sostegno», sbotta Giacomo Colladon, direttore di Mom. «Non sono studenti», continua, «sono delinquenti che bivaccano nella zona, come da noi segnalato da tempo. Devo tutelare il mio personale che ora ha paura di lavorare».

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