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Sonde e sughero: ecco la vera casa “super bio”

È nata a Fontane l’abitazione più ecosostenibile della Marca: riscaldamento geotermico, cucina a induzione, materiali isolantissimi. E neanche un po’ di colla

VILLORBA. Poco più a nord c’è una delle aree più cementificate, ora abbandonata, dell’intero hinterland trevigiano. A sud piani di lottizzazione a profusione. In mezzo una casa che da sola sembra un’oasi di benessere. L’hanno voluta costruire due commercianti di Fontane in una laterale di via Trieste. E oggi, a poche settimane dalla chiusura del cantiere, è una delle case più bio del Veneto. Ce ne sono forse solo un'altra decina in grado di raggiungere un grado così elevato di ecosostenibilità. «Questa è la vera bioedilizia», spiega l’architetto Anna Panciera, anche lei di Villorba, che ormai da qualche anno ha deciso di lavorare quasi esclusivamente per progetti di questo tipo.

Partiamo dal primo dato: l’abitazione produce più energia di quella che consuma. È il risultato, oltre che di un semplice impianto fotovoltaico, di un impianto geotermico e di alcuni accorgimenti tecnici che consentono di diminuire la dispersione energetica. L’abitazione non è collegata alla rete del metano. Grazie alle sonde geotermiche prende il calore dalla terra, e con alcune pompe lo porta nelle stanze. Per la cucina, nessun problema. I proprietari hanno scelto di cucinare solo a induzione. Quindi zero gas, ma solo elettricità. L’impianto fotovoltaico da 6 kw/h è più che sufficiente. Anzi, secondo le prime stime, produrrà più di quanto necessario alla sola abitazione. Ma le vere chicche del progetto sono altre.

In primis nei 200 metri quadri di superficie non è stata utilizzata una sola goccia di colla, tutto è a secco. E per la realizzazione dei materiali usati non è stato prodotto nemmeno un grammo di Co2. I muri interni sono formati da un’anima di abete rosso, e rivestiti da un argilla particolare che funge anche da intonaco. Ma, soprattutto, funge da regolatore di umidità. La assorbe quando in casa è in eccesso, e la rilascia quando l’aria è troppo secca. Una funzione che quest’argilla compie naturalmente.

I rivestimenti esterni invece sono in sughero, un legno che ha grandi doti di isolamento. «L’onda di calore ci impiega 25 ore ad entrare», spiega Luisa Tentonello, dell’azienda trentina Soligno Rubner, che si è occupata dei materiali costruttivi. Il sughero dunque consente di tenere fresca la casa anche nelle giornate torride di luglio e agosto, senza la necessità di avere il condizionatore. Per il pavimento è stato scelto un parquet, non trattato, in cirmolo. Un legno a cui vengono attribuite doti particolari nel rilassamento delle persone. Consentirebbe addirittura di “risparmiare” 3.400 battiti cardiaci ogni giorno. Come se tutto questo non

fosse sufficiente, i proprietari hanno voluto tenere gli impianti all’esterno, in modo da limitare al minimo le onde elettromagnetiche nelle stanze.

I costi? «Una casa tanto efficiente dal punto di viste energetico costerebbe molto di più se fosse fatta con i materiali tradizionali».

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