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«Un ponte tra mondi vicini e lontani»

Lucia Venturato porta nella sua città l’evento fondato a Palermo nel 2006

Dopo 8 edizioni a Palermo, il Sole Luna Festival si sdoppia e arriva quest’anno anche a Treviso. Dal 15 al 21 settembre la città ospiterà registi e film provenienti da tutto il mondo. Le 27 opere cinemtografiche selezionate tra oltre 200 titoli saranno proiettate nel museo di Santa Caterina, con ingresso libero al pubblico. Una festival che vuole essere punto di incontro, di riflessione e di conoscenza attraverso il film documentario, mezzo espressivo capace di raccontare la storia del mondo di oggi e di ieri. Due le sezioni di concorso: il viaggio, con tema centrale il “diverso” e l’identità culturale; food for life dove il cibo è raccontato come fonte di vita e storia di un popolo e delle sue radici culturali. Treviso città d’acqua ha ispirato la rassegna “sul fiume” che avrà come ospite d’eccezione il primo cortometraggio di Michelangelo Antonioni, Gente del Po. Lucia Venturato, direttrice dell’Associazione Sole Luna – un ponte tra le culture, ha voluto portare una finestra sul mondo nella sua città natale, Treviso.

Come e' nata questa passione per la promozione del dialogo interculturale?

«Nel 2005, in un’ estate di riflessione sugli effetti delle guerre in Afghanistan e Iraq, conseguenze dell’attacco alle Torri Gemelle, ho cominciato a pensare che l’ignoranza diffusa sulle culture mediterranee e in particolare islamiche era veramente profonda. Gli stereotipi ed il sentito dire non potevano che portare ad un’ incomprensione sempre maggiore di quello che consideravamo “l’altro”, il diverso, che spesso era anche il nostro vicino di casa. Per fare qualcosa nel mio piccolo, pensai che il documentario era forse un mezzo espressivo e artistico allo stesso tempo, adatto a fornire conoscenza e a fare una breccia in quel muro di incomprensione reciproca che si era creato tra i due mondi, quello occidentale e quello medio-orientale. Quindi ad ottobre 2005 contattai una associazione la Doc Fest, produttrice di documentari e fondatrice del Festival di Palazzo Venezia a Roma, per creare il progetto. Nacque così Sole e Luna Doc Fest, Festival Internazionale di documentari sul Mediterraneo e l’Islam (primo nome del festival). La prima edizione fu a Palermo nell’ ottobre 2006 con la direzione artistica del regista di documentari pluripremiato Rubino Rubini».

L’origine dell'associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture ed i progetti svolti fino ad oggi.

«Nel 2008, visto il successo di pubblico e l’attenzione da parte delle più importanti istituzioni statali, abbiamo creduto importante creare un organismo autonomo per il progetto Sole Luna ed è nata l’associazione Sole Luna – Un ponte tra le culture.Grazie anche al nostro Comitato scientifico composto da artisti, relatori, critici, giornalisti, giurati, ogni anno sviluppiamo nuove idee e il festival diventa un moltiplicatore di eventi. Organizziamo mostre, convegni, concerti, oltre al film festival, oggi alla IX edizione.Dopo un’ anteprima a Palermo a giugno, il festival si terrà a Treviso».

Perchè la scelta di portare il festival in una piccola città come Treviso?

«Treviso, città ponte tra Mediterraneo e Mitteleuropa, rappresenta un territorio strategico per l’esplorazione e la scoperta di mondi vicini e lontani. La città, diventata centro multiculturale grazie al fiorire dell’industria, ha bisogno di creare una maggiore aggregazione, ad oggi ancora difficile. Treviso inoltre merita un evento di portata internazionale che si interfacci con un turismo di elite.La Regione Veneto, il Comune di Treviso e la Treviso Film Commission, assieme al Consorzio di promozione turistica hanno fortemente voluto questo festival per l’occasione diventato Sole Luna Treviso Doc Film Festival perchè rappresenta un luogo di comunicazione ormai riconosciuto a livello internazionale grazie alla qualità e alla forza strategica delle sue iniziative. L’efficacia della formula è testimoniata dall’attenzione di un pubblico a Palermo sempre più numeroso e attento, anno dopo anno. L’ottava edizione ha contato circa 12.000 presenze».

Il festival si concentra sul genere documentario. Perché predilige questo genere rispetto ai film di finzione?

«Un festival di documentari è capace di diffondere ad un pubblico più ampio dell’elite intellettuale dei convegni, la realtà dei paesi del mondo, della loro cultura,

storia, delle loro tradizioni, usi e costumi.È un documento e, in quanto tale, non manipola e strumentalizza la realtà a fini propagandistici e politici. Nelle nostre selezioni vi è onestà assoluta in questo senso e si cerca di dare spazio a più punti di vista».

Gloria Aura Bortolini

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