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Contributi “volontari” così gli istituti si salvano

Pochi sponsor e tanto ricorso alle tasche dei genitori per promuovere corsi di recupero e laboratori. E qualcuno organizza serate di raccolta fondi

C’era una volta il fondo dell’Istituzione scolastica, il salvadanaio dei finanziamenti per tutte le attività a scuola che giungeva direttamente dal Miur, il ministero dell’istruzione. Poi, a suon di tagli, alla scuola sono rimaste le briciole: «Dal ministero oggi riceviamo un quarto di quello che giungeva tre anni fa», è l’appello che giunge dai presidi degli istituti trevigiani. Settembre, è tempo di riaprire le scuole e la parola d’ordine, dopo la “dieta” forzata del ministero, è fare di necessità virtù. Così, per gran parte dell’offerta formativa che va oltre la lezione in classe, si ricorre al cosiddetto “contributo volontario”. La quota di sostegno alla scuola pubblica, fissata dai consigli d’istituto (presenti genitori e studenti), richiesta alle famiglie per tutte le attività: dal corso di recupero, al materiale per i laboratori, dai corsi di lingua fino all’orientamento. In città, dai licei alle scuole medie, tutti si vedono costretti per questo “a battere cassa” presso le famiglie. La cifra richiesta oscilla dai 125 ai 65 euro. Tutte, le scuole in virtù della garanzia di trasparenza della pubblica amministrazione, le rendono pubbliche nei loro bilanci, ormai on line nel sito. Con tanto di spese sostenute e fondi ricevuti.

Ma in tempo di crisi in bilancio fanno capolino in alcune scuole in città nuove voci virtuose, come: “Provvidenza alle famiglie”. Capitoli di spesa da mettere ora in conto per tendere una mano al numero crescente di famiglie in difficoltà. Ecco alcuni esempi di come le scuole affrontano tagli e raccolta fondi in modo più o meno creativo.

Scuola media Martini. Bilancio alla mano la preside Milena Valbonesi prova a fare due conti: «Il finanziamento che arriva direttamente dal Miur è stato per l'anno scolastico appena concluso di 42.823 euro, lordo. Quindi con tutte le trattenute diventa di 32.270 euro lordo dipendente, cioè gravato delle varie imposte e tasse. Con il Fis, il Fondo istituzione scolastica al netto si retribuisce l’impegno extra ordinario di insegnanti, collaboratori e impiegati. Il nostro istituto ha 118 docenti, 14 collaboratori scolastici e 5 amministrativi». Tirate le somme quanto a progetti e attività dell’offerta formativa per gli studenti non rimane nulla: «Per sopperire facciamo ricorso a tutte, e dico proprio tutte, le risorse del territorio», confida la preside Valbonesi. «Partecipiamo a concorsi e a iniziative degli enti locali e delle associazioni. Indichiamo i bisogni più urgenti al comitato genitori che, con molta fantasia e disponibilità, organizzano serate finalizzate alla raccolta fondi». Ecco che grazie al contributo volontario di un’azienda multinazionale della Marca, che ha coinvolto la scuola Martini in un progetto chiamato “Green school”, è giunto un contributo di 8 mila euro.

Duca degli Abruzzi e scuola media Felissent. I due istituti si sono rimboccati le maniche per offrire un servizio di comodato d’uso dei libri di testo. Il Duca mette anche in campo risorse (ricevute proprio dal contributo volontario delle famiglie) per il sostegno alle spese per viaggi d'istruzione e soggiorni linguistici o per il rimborso delle spese del secondo abbonamento. Non ultimo si è messo in moto pure l’aiuto per l’acquisto “in toto” del corredo scolastico per andare incontro alle crescenti situazioni di difficoltà: «Solo per questi aspetti di "solidarietà tra pari" il nostro istituto investe circa 20.000 euro», spiega la preside del Duca degli Abruzzi, Maria Antonia Piva. Cento euro il contributo volontario chiesto dal liceo alle famiglie degli studenti.

Scuola media Serena. Ma perché il contributo volontario? Questo istituto risponde nel sito ai genitori: «Nell’ultimo triennio le risorse ministeriali assegnate alle scuole sono state decurtate drasticamente», si legge in una circolare pubblicata in rete. In tre anni il fondo dell’istituzione scolastica è passato dai 109.283 euro dell’anno scolastico 2011/12, ai 68.148 nell’anno scolastico 2012/13, fino ad arrivare agli appena 38.872 euro dell’anno concluso. «Il sostegno economico delle famiglie è per la scuola di vitale importanza»: lo scrive nero su bianco la preside del secondo istituto comprensivo della scuola media Serena, Michela Busatto.

Liceo scientifico Da Vinci. Qui a fare la parte del leone sono i corsi di recupero: «Grossa parte del contributo volontario che chiediamo alle famiglie va per i corsi di recupero», spiega il preside del liceo Scientifico, Luigino Clama. Fanno seguito attività di laboratorio, progetti di ampliamento dell’offerta formativa, materiali e strumenti per i laboratori compreso quello di informatica. Per le famiglie il contributo volontario ammonta a 110 euro per il liceo scientifico e 130 per il liceo ad indirizzo sportivo (in più ci sono gli spostamenti per le attività). «Chi non può contribuire per difficoltà economiche fa domanda di esonero. Poi sono previsti anche degli esoneri per gli studenti con risultati eccellenti», puntualizza il preside. Gli studenti da pieni voti che beneficiano dell’esonero sono 80. Tirate le somme – fonte bilancio pubblicato nel sito – il liceo Da Vinci ha ricevuto dallo Stato 65.565 euro. Fa da contrappeso il contributo dalle famiglie degli alunni, pari a 106.000 euro.

Liceo Canova. L’istituto è ancora in attesa dei finanziamenti dalla Provincia. Le sorprese non mancano nemmeno dai fondi che dovrebbero giungere stavolta dagli enti locali. E’ capitato al liceo classico e linguistico Canova che nel dettagliato

programma annuale di bilancio per l’intero 2014 puntualizza: «La Provincia non ha a tutt’oggi comunicato il finanziamento spettante al liceo». Quanto al fondo atteso la speranza è l’ultima a morire: «Previsione sullo storico, 41.000 euro». Tanti auguri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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