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Il prosecco ambientalista La svolta “bio” di Baccini

Dalla ricerca nel settore fotovoltaico al “Duca di Dolle” tra le colline di Rolle Vendemmia a temperatura contrallata nei dieci ettari di vigneti coltivati a glera

CISON. Dalle tecnologie più sofisticate per produrre energia rinnovabile al prosecco biologico. «Perchè utilizzare soluzioni compatibili e rispettose dell’ambiente è un dovere, anche se sostenere l’agricoltura biologica in un ambiente dove si pratica intensamente la viticoltura, come il territorio del Conegliano Valdobbiadene Docg, è cosa ardua». Parola di Andrea Baccini, che nel 2011 ha rilevato dalla famiglia Bisol una delle più belle tenute dell’area storica del prosecco: Duca di Dolle a Rolle di Cison. Ventidue ettari tra le colline del borgo Punto FAI per la salvaguardia del paesaggio, con annesso Relais, agriturismo di charme (13 camere) ricavato dall’eremo camaldolese del 1500, prati, frutteti, un laghetto e un bosco di dieci ettari in cui scorazzano maialini di Cinta senese alimentati a ghiande. La punta di diamante è la produzione di prosecco biologico (oggi limitata a 7000 bottiglie per ognuna delle tre tipologie) nei dieci ettari di vigneti vocati a glera, un altro è destinato alla Cru Cartizze. Vigneti totalmente ristrutturati da Andrea Baccini che, proveniente dal settore ricerca e sviluppo (la Spa di famiglia a San Biagio di Callalta è un gioiello dell’high tech nell’industria fotovoltaica), tra le verdi colline di Rolle ha scoperto un’altra dimensione. «La cosa più difficile è imparare che alla natura non si può comandare», dice Baccini, «Nell’attività agricola non si possono fare previsioni. Duca di Dolle è un angolo di paradiso, un territorio prezioso da valorizzare. Ed è qui che il mio carattere imprenditoriale emerge. Abbiamo recuperato la tenuta, ristrutturando tutti i vigneti con la collaborazione di agronomi dell’università, utilizzando anche barbatelle da vigneti vecchi di 70 anni con un dna diverso rispetto alle giovani piante di glera, più adatto e resistente alla viticoltura biologica». In un territorio ad altissima densità vinicola, percorso dalle roventi polemiche tra ambientalisti e produttori sull’utilizzo di fitofarmaci, Baccini sceglie «la conversione al biologico, un atto di responsabilità verso l’ambiente e il consumatore». Non è il primo produttore di prosecco Docg a puntare sul bio. Ma ci mette tutta la vocazione e l’esperienza della ricerca sviluppata nell’attività d’origine. «Sono convinto che ricercare e brevettare soluzioni per l’agricoltura biologica oggi, in futuro si tradurrà in know how e business». Quindi la vendemmia a Rolle è effettuata con la tecnica della temperatura controllata, sperimentata nelle annate 2012 e 2013: dalla vigna alla cantina l’uva il viaggio lo fa dentro camion refrigerati e nel minor tempo possibile, per evitare l’innesco di fermentazioni, causa di difetti che in uno spumante biologico sarebbe molto arduo correggere. «Lavoriamo molto anche sulla potatura, sulle gemme e sulla pianta» dice Baccini. E il canale di vendita, data la limitata produzione di bottiglie, viaggia lungo il web: «Non ho i numeri per organizzare una rete di agenti commerciali», dice il “signore” di Dolle, «Perciò ho scelto la strada dell’e-commerce per arrivare ai clienti». Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut, il Docg Extra Dry ed il Superiore Docg “Cuv” Spumante Brut Cuvée Duca di Dolle, che si bevono a Cortina e Porto Cervo, si possono acquistare (ordine

minimo di sole tre bottiglie) sul sito www.proseccobrut.it. Intanto, nella tenuta di Rolle ci si prepara a partecipare al primo Vinitaly, in aprile, presentando il frutto di due anni di ricerche nell’area Bio del salone internazionale.

Cristiana Sparvoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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