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Derubavano la scuola per noia: presi

Denunciati tre ex studenti di 19 e 20 anni della media di Ormelle. Nella refurtiva anche l’hard disk con dati e voti degli allievi

ORMELLE. La noia: sarebbe questo il “movente” che avrebbe spinto tre giovani a mettere a segno un doppio furto nella scuola media di Ormelle portandosi via l’hard disk contente i dati sensibili sul rendimento scolastico degli studenti, oltre alla stampante della segreteria. Protagonisti V.A. e B.L, due diciannovenni di Ormelle, e il 21enne C.L. di San Polo di Piave che sono stati denunciati per furto aggravato in concorso continuato alla Procura della Repubblica di Treviso. Tutti e tre italiani, tutti e tre di buona famiglia, tutti e tre alla ricerca di un modo diverso per trascorre due sere di questo finale di agosto. I due diciannovenni e il ventunenne sono ex alunni della scuola media di Ormelle. Alla base del gesto, però, non vi sarebbe nessuna motivazione legata al periodo scolastico trascorso all’interno della struttura. Un periodo che, infatti, risale a molto tempo fa. Sono stati gli stessi protagonisti, tutt’ora studenti, a raccontare di aver agito «per noia» ai carabinieri della stazione di San Polo che hanno seguito le indagini coordinati dal maresciallo Vincenzo Ferraiolo e dal comandante della compagnia di Conegliano Valerio Marra. Gli uomini dell’Arma sono arrivati a loro grazie a una serie di indizi. E è a casa di uno dei due diciannovenni, V.A., che i militari hanno trovato la refurtiva. I tre avrebbero poi ammesso il fatto. I colpi sono stati messi a segno in due diverse occasioni, la prima nel corso della notte tra il 19 e il 20 di agosto e la seconda in quella tra il 22 e il 23. I giovani sarebbero entrati all’interno dell’edificio scolastico scassinando gli infissi. Il valore della merce sottratta dall’istituto è di circa 500 euro ma è stata la tipologia del materiale sottratto a destare preoccupazione. Il doppio raid, infatti, aveva messo in allarme sia il dirigente scolastico che il sindaco Andrea Manente. Il timore era quello che i dati sensibili riferiti agli alunni della scuola potessero essere pubblicati in rete, ovvero che attraverso i social network fossero resi pubblici rendimenti scolastici e altre informazioni relative ai minori. I carabinieri si sono messi subito sulle tracce dei responsabili. L’hard disk e la stampante sono stati recuperati dai militari martedì sera durante

la perquisizione in casa del 19 enne. Tra le ipotesi su cui indagano gli inquirenti vi è quella che il materiale potesse essere destinato alla vendita on line. I tre giovani sarebbero già noti alle forze dell’ordine per piccoli reati contro il patrimonio e per truffe messe a segno sul web.

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