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Tre piani per rilanciare l’ex Provincia

Vertice a Ca’ Sugana tra proprietà e amministrazione sulla sistemazione dell’edificio. «Decidiamo come cambiare la città»

Un lungo vertice a Ca’Sugana ha riaperto la trattativa per la riqualificazione dell’ex Provincia, il grande edificio di viale Cesare Battisti chiuso e in disuso dal trasloco dell’ente a Sant’Artemio e dal 30 luglio 2009 proprietà del fondo d’investimento Numeria. Dopo i durissimi screzi avuti con la giunta precedente, i responsabili del piano urbanistico hanno chiesto e ottenuto un incontro. Attorno al tavolo oltre a loro, l’assessore all’urbanistica Paolo Camolei e i tecnici delle due parti. Sul tavolo tre proposte progettuali e una richiesta: «Sblocchiamo la paralisi, decidiamo insieme come dare un nuovo volto alla città».

Il vertice. Dopo «l’allungo», e il concorso di idee che aveva dato forma ai sogni e alle proposte di vari studi di architettura, Numeria è ripartita da zero, illustrando alla nuova amministrazione le carte, i documenti, le interpretazioni al regolamento edilizio alla base della sua proposta progettuale. E ha formulato tre proposte volumetriche, tre modi diversi in cui abbattere e ricostruire l’ex Provincia variando attuali forme e superficie e dando poi mano libera agli architetti. Tutti e tre i piani prevedono volumi per 21.687 metri cubi e 3.600 metri quadrati di parcheggio (interrato e forse anche a due piani), uno dei tre invece la riduzione della superficie edificata da compensare con un piano in più: sette (sei più attico) invece dei sei previsti dagli altri due progetti.

Le tre soluzioni. Inedite, rappresentano la base di lavoro per ogni altra considerazione. La prima prevede di allargare il volume esistente occupando l’area dell’attuale parcheggio chiuso in via Cantarane, liberando tutto lo spazio oggi occupato dalla vecchia sala del consiglio comunale (il cosiddetto Prisma) che verrebbe riunito al blocco principale in corrispondenza di una galleria di collegamento tra la nuova piazza e via San Liberale. La seconda proposta è il «monolite», lungo edificio parallelo a via San Liberale capace di raggruppare tutti i volumi esistenti liberando spazio in viale Cesare Battisti per una «grande piazza verde». La terza soluzione: ricompattare il volume esistente, alzare tutto l’edificio di un piano (altezza approssimativa di 22 metri), recuperare a verde del parcheggio in via Cantarane aprendo una finestra sulla piccola via.

Problemi da superare. Quando Numeria acquistò l’immobile, l’ex Provincia era intoccabile perché inserita nell’elenco delle «architetture del Novecento», beni che la Regione aveva ritenuto di tutelare. Nel giro di un mese (tra prima e dopo il rogito) il cambio di rotta che ha portato la Regione a fare retromarcia e stralciare l’ex Provincia dall’elenco degli edifici da preservare. Per avviare il restyling però ora c’è bisogno di una deroga al Prg. Le regole infatti vietano di demolire completamente l’immobile, tutelano come «parco monumentale» quel piccolo spazio in via Cantarane che fino al 2009 la Provincia ha usato (assurdo a saperlo

ora) come parcheggio, chiedono la conservazione dell’ex sala consiliare e chiedono l’ufficializzazione del «cambio di destinazione d’uso» da non residenziale a residenziale di tutto l’edificio. Lì infatti andranno case e negozi. Il piano vale 35 milioni (compresi i soldi dati per l’acquisto).

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