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Fusione di Comuni Gorgo e Cessalto dicono no a Chiarano

La proposta di Vallardi per ora non convince i colleghi «Argomento mai affrontato, esistono già collaborazioni»

GORGO AL MONTICANO. L’ipotesi di fusione fra i Comuni di Gorgo, Cessalto e Chiarano, sulla scia di San Polo e Ormelle, scatena il dibattito. Il sindaco di Chiarano Gianpaolo Vallardi sostiene che questa sarà la strada del futuro, quasi obbligata dalla necessità di far tornare i conti e garantire servizi. Più cauti i colleghi di Gorgo e Cessalto. Firmino Vettori, sindaco di Gorgo ed ex presidente del Consorzio dei Comuni dell’Opitergino, sciolto da otto mesi, ha qualche riserva. «Calma, calma», dice , «Non è che noi Veneti, che abbiamo i conti in regola, dobbiamo sempre correre avanti per risolvere i problemi di altri. La fusione non è come giocare al palio dei Comuni. Non è una sagra, ma un’operazione molto seria che va valutata, discussa, concordata fra sindaci e sentendo i cittadini. Vanno coinvolti tutti in una decisione così importante che porta ad un cambiamento epocale per la nostra gente». Ricorda che convenzioni che regolano servizi in comune ci sono già: «Gorgo, Chiarano, Cessalto, Meduna e perfino Torre di Mosto nel Veneziano hanno già stipulato delle convenzioni per la gestione di certi servizi, per tagliare le spese e razionalizzare gli uffici. Non ci si inventi cose nuove senza tener conto dell’esistente già concordato. A ogni modo ci si deve sedere a un tavolo e discutere insieme». Non sono ammesse fughe in avanti di sindaci in marcia solitaria verso le elezioni: sembra dire Vettori. Sulla sua lunghezza d’onda si colloca la collega di Cessalto, Franca Gottardi. «I nostri Comuni hanno convenzioni già in atto per certi servizi. Non abbiamo mai parlato di fusioni. Non ho preclusioni di sorta, ma è necessario prima discuterne insieme alla popolazione». L’argomento è di grande attualità in questo territorio dove si sta concretizzando la fusione dei comuni di San Polo e di Ormelle, benedetta dal governatore Luca Zaia. Il sindaco di Chiarano, Gianpaolo Vallardi insiste: «Non c’è via d’uscita, bisogna pensare al bene del territorio, non alle simpatie fra sindaci. Vedi, ad esempio, il caso della

raccolta dei rifiuti porta a porta, l’omogeneità di sistema fra tutti i comuni porta a razionalizzare il servizio e a risparmi». «L’ottimizzazione dei servizi la si ottiene con una fusione dei comuni», affermano e i sindaci di Ormelle e di San Polo, che su questa strada si sono già incamminati.

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