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Il nuovo super Comune si chiamerà LiaPiave

La sede municipale dell’ente nato dalla fusione con Ormelle sarà a San Polo I dubbi della minoranza: panorama confuso, procedere è da incoscienti

SAN POLO DI PIAVE. Fusione dei Comuni di San Polo di Piave e Ormelle: il nuovo ente si chiamerà LiaPiave. Un nome uscito più volte nelle riunioni di lavoro dei vari gruppi e che potrebbe entrare facilmente nell’uso comune dato che è il nome della locale squadra di calcio nata nel 2006 dall’unione delle società calcistiche di San Polo, Ormelle e Cimadolmo. La sede del municipio viene fissata in via provvisoria a San Polo fino a quando lo Statuto del nuovo Comune stabilirà in via ufficiale la nuova sede municipale. Sono questi i dati salienti della delibera che i due consigli comunali dovrebbero approvare nei prossimi giorni per proseguire con l’iter burocratico della fusione per arrivare al referendum consultivo. Martedì sera in consiglio comunale l’argomento non è stato minimamente affrontato. Da ieri circola la delibera pronta per l’approvazione da parte dei due consigli comunali. «Viste le difficoltà interne e dopo i vari attacchi tramite articoli di giornale», commenta il consigliere indipendente Leopoldo Masut, dimissionario pochi giorni fa da capogruppo di maggioranza proprio perché in contrasto con il sindaco Andretta su come portare avanti il progetto di fusione, «si sono decisi di fronteggiarsi a viso aperto i consiglieri del Comune di Ormelle. Lunedì in consiglio comunale vedremo se ci sarà una maggioranza compatta per proseguire l’iter. Personalmente la considero un successo perché questo vuol dire che dopo ripetute sollecitazioni, finalmente si arriva al dunque. Siamo alla vigilia di una revisione dei due Comuni, verso un cambiamento epocale che ridisegna la nostra mappa amministrativa». Di tutt’altro avviso invece il capogruppo della minoranza “San Polo Viva!” Angelo Facchin che afferma: «Il panorama è molto confuso, solo degli incoscienti possono pensare di procedere con un progetto di fusione in questo modo. Parliamo di fusione, abbiamo una Unione attiva e i sindaci non si consultano nemmeno sulle tasse da applicare e ogni Comune fa scelte diverse su Imu e Irpef, anzi addirittura opposte. San Polo tiene ai minimi di legge l’Imu e alza l’Irpef, mentre Ormelle tiene bassa l’Irpef e alza l’Imu. Credo che il mio sindaco dimostri un po’ di buon senso a non convocare il consiglio sulla fusione con queste premesse. Se

dovesse cambiare idea, soprattutto dopo la votazione di Ormelle di lunedì, come minoranza probabilmente non ci presenteremo nemmeno in aula». Intanto in Regione è pronto per essere discusso nella competente commissione il disegno di legge per abbassare il quorum di validità del referendum.

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