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Grillo? «Qui neanche
al ballottaggio»

Ieri il primo consiglio comunale post-elezioni: per la corsa a Ca’ Sugana c’è chi vede il M5S al secondo turno, chi nemmeno

Ma quale tsunami. L’onda grillina che arriverà fino a Ca’ Sugana e Palazzo dei Trecento? Sarà al massimo buona per far fare al candidato a cinque stelle un po’ di surf fino al ballottaggio. O forse neanche quello.

Il primo consiglio comunale post-elezioni, un po’ a sorpresa, non parla di elezioni. Solo Franco Rosi la butta là, ma è più per sfottere i leghisti in casa loro. Come entrare in un Inter club il 6 maggio. «Noto», ha detto Rosi nel suo intervento al microfono, «che dopo le ultime Regionali in questo consiglio si era parlato molto dei risultati. Oggi niente».

Tastando gli umori dietro i massicci paravento, però, si coglie una certa tranquillità. Se Grillo ha invitato i “vecchi politici romani” a uscire a mani alzate, ad arrendersi, qui sembrano sentirsi tutti molto al sicuro. «Come arriverà qui l’onda di Grillo? Molto sfumata», dice Fabio Crea, capogruppo Pdl, «il dato delle recenti elezioni politiche non si tradurrà pari pari qui. Qui si votano le persone e le capacità di amministrare. E i grillini che hanno avuto la possibilità di farlo, penso a Parma, hanno dimostrato tutte le loro difficoltà». Nei banchi di sinistra scommettono in un ballottaggio, alle prossime comunali, tra il loro candidato e quello a cinque stelle. «Mah, se Lega e Pdl trovano l’accordo per correre assieme, cosa che auspico, credo il candidato del M5S non arrivi neanche al ballottaggio. Possiamo vincere noi, lo dimostra la Lombardia».

Ecco, a sinistra, come detto, scommettono di arrivare al ballottaggio proprio con il grillino Alessandro Gnocchi. E possibilimente di vincerlo. Per carità, non parliamo di smacchiare Gentilini che porta malissimo. «Alle amministrative si vota la persona, più del simbolo», dice Franco Rosi, civica “Città Mia”, «e per il Movimento sarà molto più complicato confermare qui il dato nazionale delle politiche». Vi sentite un po’ il vecchio da “far fuori”, metaforicamente, ovvio? «Il voto a Grillo rappresenta chiaramente un segnale di malessere nei confronti del sistema dei partiti», dice Rosi, «ma il fatto di appartenere a una lista civica, in fondo, rappresenta in parte lo stesso malessere. Alle amministrative confido nel fatto che chi ora ha votato Grillo trovi nelle nostre persone le risposte che cerca». Stessa speranza per Antonella Tocchetto, Pd, che crede in un ballottaggio tra centrosinistra e Movimento.

E in casa Lega? Sentite Sandro Zampese: «Rosi e Tocchetto pronosticano un ballottaggio tra centrosinistra e grillino? Ma quando mai l’hanno azzeccato un pronostico?». Nel merito, comunque, anche il Carroccio cittadino non teme di finire a pezzi causa tsunami: «Non ho mai demonizzato il M5S, anzi: conosco David Borrelli da anni, intelligente e preparato. Quello a Grillo è un voto di

protesta», dice Zampese, «Noi dobbiamo lavorare sul territorio a testa bassa per riprenderci il consenso». Gentilini sarà l’anti-Grillo? «Sì, la gente sa chi è, e non a caso amministra con largo consenso».

 

twitter @fabio_poloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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