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Scivola sulla neve, batte la testa e muore

Tragedia in montagna per il maresciallo Armado Pagnucco, 60 anni, durante un’escursione con la moglie ed un amico

CRESPANO. Scivola sulla neve, sbatte violentemente la testa sulla roccia e muore.

Ma il decesso non pare essere causato dalla perdita di equilibrio, bensì da un infarto che l'ha colpito improvvisamente durante una passeggiata. Tragedia ieri mattina sul monte Grappa dove ha perso la vita Armando Pagnucco, 60 anni, ex maresciallo dell'Aeronautica di Arcade.

L'uomo era in compagnia della moglie Gabriella Pianina, sua coetanea, e di un amico. Percorrevano il sentiero 153 che dalla Valle San Liberale porta alla ferrata dei Sass Brusai. I tre avevano approfittato della bellissima giornata soleggiata per una escursione attraverso un percorso che conoscevano molto bene.

Adeguatamente equipaggiati avevano già percorso una buona parte della mulattiera, superando agevolmente anche le zone coperte dall'abbondante neve caduta nei giorni scorsi.

Pagnucco procedeva davanti insieme alla moglie, seguito a distanza dall'amico. «Camminiamo un po' più a destra rispetto al sentiero, così siamo più sicuri», avrebbe proposto la moglie.

La tragedia in una manciata di secondi: Pagnucco segue il consiglio, ma non appena appoggia il piede sulla neve, sprofonda, perde l'equilibrio e sbatte la testa contro la roccia. La moglie e l'amico che nel frattempo li ha raggiunti capiscono subito che è successo qualcosa di grave: Armando non si rialza nè reagisce più.

Provano a praticargli il massaggio cardiaco, ma ogni tentativo di fargli riprendere conoscenza purtroppo è inefficace. Con il telefonino Giannina chiama il 118. Vengono immediatamente avvisati il Suem di Crespano e il Soccorso alpino, mentre l'eliambulanza si alza in volo da Treviso. È proprio grazie all'elicottero che il gruppetto viene subito individuato: l'auto medica del Suem e il fuoristrada del Soccorso alpino purtroppo devono presto dare forfait perché la strada, proprio a causa della neve è impraticabile.

L’équipe del 118 prova a raggiungere i tre escursionisti a piedi e affronta una camminata di circa un'ora, ma nel frattempo l'eliambulanza è già sul posto.

Con il verricello vengono calati giù i sanitari che, dopo qualche tentativo di rianimazione, purtroppo non possono che constatare il decesso del maresciallo. La moglie viene caricata con lo stesso sistema sull'elicottero e trasportata a valle, mentre l'amico vi ritorna a piedi. Quindi ricevuto dal magistrato di turno il nulla osta per la rimozione della salma, l'elicottero carica il corpo del sessantenne per raggiungere il prato di Sant'Andrea, dove nel frattempo è giunta l'auto funebre che si dirige all'obitorio dell'ospedale di Montebelluna. Già i primi riscontri fanno avanzare l'ipotesi che la morte di Pagnucco non sia stata determinata dal forte colpo ricevuto cadendo contro la roccia, ma piuttosto da un infarto, come dimostrerebbe la repentina e irrecuperabile perdita di coscienza. La certezza arriverà probabilmente dall'autopsia. L'escursione scelta dalla famiglia Pagnucco è considerata una tra le più dure della Valle San Liberale, ma anche tra le

più belle. Anche in questi giorni sono numerose le persone che lo affrontano, dopo aver studiato il percorso reso particolarmente insidioso dalla neve e per cui è necessario un adeguato equipaggiamento, come del resto avevano fatto Pagnucco e la moglie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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