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Faìve a sera: il buon auspicio dei Panevin

Speranza per il 2013 dal rogo di Arcade, che lancia la raccolta fondi per l’Advar. 400 bambini in festa a Ceneda

«Se le falive le va a sera, de polenta pien caliera». Alla faccia di recessione, spread e segni meno ovunque, la tradizione del panevin è pronta a consegnarci un 2013 migliore dell’anno appena passato. Non che fosse così difficile, ma con il rogo del 5 gennaio c’è poco da scherzare.

Ieri sera, invece, è andata meglio del 2012: direzione ovest – nessun dubbio, stavolta – e, secondo il folklore trevigiano, la pentola sarà piena di polenta. «Sarà un anno migliore, spero che l’auspicio del panevin si confermi», sorride Nico Presti, sindaco di Arcade, che ha acceso l’immenso falò del gruppo alpini con Luca Zaia, «ne abbiamo bisogno tutti». Festa, brindisi e tanti sorrisi. Arcade si è stretta in particolare all’Advar: avviata una raccolta fondi per sostenere l’ampliamento dell’hospice.

Folla anche per il primo panevin, acceso appena dopo il tramonto a Ceneda, col il tradizionale rogo dedicato ai bambini. Lì la prima conferma: fuische a sera, roba da esultare come un gol in trasferta. Oltre 1.500 persone, di cui ben 400 bambini, hanno gremito l’area verde di via Malanotti. L’accensione del panevin con il sindaco Da Re ha annunciato un 2013 propizio. Alle 18 ha fatto il suo arrivo la befana che ha consegnato ai bambini presenti, ben 400, una calza di dolciumi

con la promessa che nel corso del 2013 si comporteranno bene. Per tutti, infine, l’immancabile dolce della notte del 5 gennaio, la pinza, accompagnata da vin brulè e tè caldo. La simpatica vecchietta (e le attesissime calze) hanno fatto il giro di mezza provincia: oltre 200 i roghi accesi.

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