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I sindaci: «Basta con le presidenze d’oro»

Fondazione Cassamarca, bufera sui 350 mila euro l’anno percepiti da De Poli. Ma nel mirino ora c’è anche Ascopiave111

«C’è gente ormai alla fame, ogni giorno c’è la coda dei bisognosi fuori dalla porta di noi sindaci: in segno di solidarietà bisogna azzerare subito le indennità d’oro, quella di De Poli come quelle di presidenze tipo Ascopiave. Quei soldi vanno spesi per aiutare il prossimo». Divampa la polemica sul mega-compenso di Dino De Poli: il presidente di Fondazione Cassamarca, nonostante la crisi e la situazione difficile anche in fondazione, nel suo sesto mandato - è appena stato eletto, a 83 anni - percepirà 350 mila euro l’anno. Prima ne prendeva 500 mila. Ma ci sono anche altre presidenze d’oro, in Provincia, come quella di Ascopiave (192 mila euro l’anno). Indennità super, che nel baratro della crisi gridano vendetta. Il primo a gridare allo scandalo è stato Alfio Bolzonello di Città Mia, seguito dai leghisti Toni Da Re (sindaco di Vittorio Veneto, ex segretario provinciale) e Bepi Covre («Diamo la gestione della fondazione a sindaci a indennità zero»), ma anche dal sindaco di Ponzano e segretario del Carroccio provinciale Giorgio Granello. Ma l’indignazione monta di giorno in giorno, tra i sindaci della Marca: a chiedere un segnale forte a De Poli sono anche il sindaco di Maserada Floriana Casellato (Pd), quello di Silea Silvano Piazza (centrosinistra), il sindaco di Arcade Domenico Presti (Lega) e quello di Pederobba Raffaele Baratto (Pdl). Insomma, la rabbia è più che mai trasversale. Baratto: «Ci accorgiamo solo oggi che gente come De Poli o Salton, ex presidente di Ascopiave, ha percepito e percepisce indennità super? È da una vita che arricchiscono e nessuno dice niente. Attenzione: c’è gente costretta a vivere con 500 euro al mese, mortificata perché non può comprare le scarpe nuove ai figli che vanno a scuola. Attenzione, dovete dare un segnale. I presidenti a peso d’oro, di tutte le correnti politiche, abbiano la decenza di tagliarsi sostanziosamente le indennità. Basta con gli intoccabili con i soldi degli altri». Silvano Piazza, sindaco di Silea: «Sì, bisogna dare l’esempio. Accontentarsi di indennità molto più basse. Ci vuole morigeratezza. Perché si protesta solo oggi? Per anni gli amministratori sono stati ostaggio dei poteri forti. Un esempio? Io ho criticato la gestione leghista dell’ente Parco del Sile e, guarda caso, da 5 anni il mio comune di Silea non riceve un euro di contributo dall’ente parco». Domenico Presti: «Basta con questa gente che prende una montagna di soldi per i propri interessi, va cacciata dai ganghli dell’amministrazione pubblica e dalla politica, dalle fondazioni e dalle società misto-pubbliche. De Poli lasci il posto a una persona più giovane, tanto per cominciare, poi fissiamo una indennità decente». Floriana Casellato, sindaco di Maserada e capogruppo del Pd in Provincia di Treviso: «Siamo tutti neri, noi sindaci, di fronte allo scandalo delle indennità d’oro. Ora prendo atto che la Lega attacca De Poli. Bene, ma De Poli non è stato per anni presidente di Fondazione Cassamarca proprio per il patto siglato tra lui e i vertici della Lega? Non è stato il Carroccio di Treviso a lasciare mano libera

a De Poli per il risiko immobiliare? Stesso discorso per il consiglio di amministrazione di Fondazione: le persone con competenze sono state bocciate, sono entrati nel consiglio solo i nomi blindati politicamente, a prescindere dalle competenze: questa situzione produce le indennità d’oro».

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