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Infermiera rapinata in casa e sequestrata

La donna di 59 anni è rimasta in balìa dei malviventi che cercavano la cassaforte, è stata rapita e rilasciata nella notte in via Sant’Antonio, a Zenson di Piave

ZENSON DI PIAVE. Terrore a Zenson di Piave nella notte di Halloween. Una donna di Fossalta, nel Veneziano, è stata rapinata e sequestrata da una banda di malviventi che ha poi asportato la cassaforte della sua abitazione. Ljerka Haramincic, 59 anni, origini croate a Zagabria, ma residente a Fossalta in via della Conciliazione 54 dal 1987, infermiera a Villa Salus a Mestre, vedova da due mesi, ha passato quattro ore d'inferno con i suoi sequestratori che l’hanno liberata vicino a un canale a Zenson di Piave nel cuore della notte.

Alle 20.15 della sera del 31 ottobre, almeno quattro uomini hanno fatto irruzione nell'abitazione in cui vive da sola a Fossalta. Sono entrati scassinando una porta accanto al garage, cogliendola di sorpresa. Hanno detto di essere armati e in un secondo l'hanno costretta a sedersi in salotto sotto la minaccia delle pistole che avrebbero nascoste sotto gli indumenti. Hanno strappato i fili del telefono e del ferro da stiro, con i quali le hanno legato i polsi e le braccia. Si sono espressi in italiano, intimandole di svelare dove fosse nascosta la chiave della cassaforte di famiglia di cui evidentemente conoscevano l'esistenza. Uno scrigno pesante un quintale, nella sala, il cui contenuto resta misterioso. La donna, infatti, ha giurato loro non solo di non conoscerne il contenuto, ma di non sapere neppure dove fosse la chiave custodita dal marito, Sergio Visentin, morto due mesi fa a 82 anni a causa di una grave malattia. I quattro uomini, tutti con il volto coperto da un passamontagna, hanno rovistato in casa per circa due ore, rubando i pochi soldi che la donna aveva nella borsa, un centinaio di euro.

Intorno alle 22.30 hanno coperto il volto della donna con una coperta e, sempre legata, l'hanno trascinata nella sua auto, una Ford Fiesta, parcheggiata nel giardino davanti al garage. L'hanno fatta sedere sul sedile posteriore e si sono diretti verso Zenson di Piave. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, due dei malviventi sono andati con la donna, gli altri due hanno sollevato di peso la cassaforte per portarla via con loro a bordo di un'altra auto con la quale sono fuggiti. Gli altri, a bordo della Ford Fiesta, hanno raggiunto Zenson, in via Sant'Antonio, nella zona artigianale. L'hanno lasciata lungo un canale, allentando i fili che le legavano i polsi per poi permetterle di liberarsi. Verso mezzanotte la donna ha raggiunto la sua abitazione in auto ancora sotto shock. Ha telefonato ai carabinieri, ma i fili tagliati non le hanno permesso di mettersi in contatto. Si è dunque rivolta a dei vicini di casa che le hanno prestato i primi soccorsi e permesso di telefonare. Stando ai primi accertamenti la donna non avrebbe subito violenze da parte dei suoi sequestratori. Si sono limitati a portarla via da casa in auto, mentre stavano asportando la cassaforte, ma non l'avrebbero picchiata. La donna ha riportato

solo qualche ecchimosi dovuta al filo che le legava i polsi, poi una contusione a un braccio probabilmente per aver colpito qualcosa mentre veniva sballottata da una parte all'altra dai suoi sequestratori. Si è rotta alcuni denti, perchè le è caduta la protesi.

Giovanni Cagnassi

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