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Banditi con la pistola in pugno rapinano il supermercato Qualì

Varago, i due malviventi hanno minacciato padre e figlio che gestiscono l’Alimentari Bonetto in centro Hanno arraffato la cassa e sono fuggiti con l’auto guidata da un complice e abbandonata poco dopo

MASERADA. La seconda rapina nell’arco di tre giorni. Stessa modalità, stessa rapidità. Obiettivo simile. Vittima del colpo, avvenuto quando erano circa le 17.30, ancora una volta un piccolo supermercato della provincia: il «Quali» di Varago di Maserada di Piave, gestito dalla famiglia Bonetto. Dopo il colpo al Maxi di Arcade, la Marca ha visto sfoderare ancora una volta delle pistole e dei passamontagna. Ad agire, a Varago, sono stati in due, probabilmente affiancati da una terza persona che attendeva nella macchina. Sono entrati rapidissimi e puntando subito la pistola contro i due gestori, padre e figlio. Poche parole, con una lieve inflessione apparentemente meridionale così come era stato per il colpo di Arcade. «Si vedevano solo gli occhi e le due pistole» racconta Monica, figlia del titolare e sorella di Francesco che si è visto puntare la pistola contro. «Si sono fatti consegnare il cassetto del registratore di cassa e sono usciti». Nessun ferito, fortunatamente, «ma attimi di vero panico» a seguito dei quali l’anziano titolare del negozio ha dovuto allontanarsi per rifiatare, col batticuore per la forte emozione. I due malviventi si sono dileguati a bordo di un fuoristrada di grossa cilindrata, un Nissan Patrol, davanti agli occhi di alcuni ragazzi del poisto che sono riusciti ad annotare parte della targa.

Immediata la telefonata elle forze dell’ordine che sono arrivate nel giro di pochi istanti ma quando ormai i rapinatori erano già fuggiti. Così come avvenuto dopo la rapina al supermercato di Arcade, giovedì sera, anche i questo caso la macchina usata per il colpo (probabilmente rubata) è stata ritrovata ad un paio di chilometri dal luogo della rapina, abbandonata e sostituita con un mezzo «pulito» a bordo del quale la banda si è allontanata tentando di schivare i posti di blocco e i controlli attivati in tutto il territorio dai carabinieri e dalla questura subito dopo il colpo. Incerto il bottino, «stavamo avviandoci alla chiusura delle giornata» spiega Monica, «non sappiamo quantificare gli incassi». Di sicura c’è solo la sicurezza e la professionalità dei rapinatori che hanno agito senza alcun ripensamento. Possibile che avessero studiato il colpo? Possibile che avessero selezionato il «Quali» come altri obiettivi? Possibile infine che fossero gli stessi protagonisti del colpo al Maxi? Sono le domande che si stanno ponendo in queste

ore anche gli investigatori che seguono il caso. Le analogie tra le due rapine sono evidenti. Sul caso stanno lavorando i carabinieri di Treviso. Si sta analizzando anche l’abitacolo del Nissan Patrol alla ricerca di tracce utili a identificare i rapinatori.

di Federico de Wolanski

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