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Sfiorata dai pallini mentre fa jogging

Chiarano: donna rischia di essere colpita dai cacciatori durante la corsa in via Benzona dove c’è divieto di sparare

CHIARANO. Sfiorata dai pallini mentre fa jogging. La prima domenica di caccia della nuova stagione venatoria ha rinverdito le polemiche sulla caccia, tra chi lo considera uno sport e chi invece una barbarie. Molte persone domenica mattina si sono chiuse in casa ma altre invece hanno provato ad uscire lo stesso, magari cercando strade alternative in cui vige il divieto di caccia. Una donna di Chiarano, che abitualmente fa jogging la mattina per le strade vicino casa, si è terribilmente spaventata vedendo alcuni pallini passare ad appena due metri da lei. «Domenica mattina alle 8.30» spiega la donna «stavo correndo in via Benzona, seguendo un tragitto diverso dal solito proprio per evitare i cacciatori. Per sicurezza quindi, ho scelto quella stradina dove vige il divieto di caccia. Un cacciatore, per colpire non so quale bestia, ha sparato a due metri da me, facendomi sfiorare l’infarto dalla paura». Erano numerose ieri mattina le persone che raccontavano di aver rinvenuto pallini esplosi dalle doppiette dei cacciatori sui pavimenti delle terrazze delle abitazioni. L’incidente di caccia più grave si è invece verificato poco lontano in località Redigole di Malintrada. Un padre, mirando ad una lepre, ha colpito, forse con un pallino di rimbalzo, il figlio 24enne in volto e ad un braccio. Immediatamente soccorso, il ragazzo è stato elitrasportato all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove ieri i medici non sono riusciti a salvargli l’occhio. Inoltre, a causa di alcune complicazioni, è stato poi ricoverato nel reparto di Neurochirurgia in prognosi riservata. Un altro incidente, di lieve entità, si è verificato anche nelle campagne di Ponte di Piave, dove un cacciatore quarantenne è stato sfiorato ad una gamba da un colpo partito da un compagno di caccia. Insomma, siamo solo all’inizio della stagione ma la polemica è già infuocata sia sul versante della sicurezza tra gli stessi cacciatori, che

per le persone in generale che risiedono in zone aperte alla caccia o che vi si trovano semplicemente a passare. Il presidente della lega per l’abolizione della caccia in Veneto Andrea Zanoni ha proposto di azzerare tutte le licenze di caccia e ridarle solo dopo seri e scrupolosi esami.

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