Menu

Provoca incidente, scappa e poi s’inventa un furto

Un marocchino toglie subito le targhe dell’auto e fugge dal luogo dello schianto Incolpa un connazionale di avergli portato via la macchina, ma è tutto falso

MONTEBELLUNA. Provoca un incidente, toglie al volo le targhe della macchina e poi scappa. Non contento, va prima dai carabinieri a presentare denuncia di furto della sua auto, poi dalla polizia stradale per dire: so chi me l’ha rubata, è un mio connazionale. Risultato: denunciato per simulazione di reato e per calunnia. Protagonista un marocchino di 25 anni.

È il 5 marzo quando a Trevignano, lungo la provinciale, avviene un incidente che coinvolge due auto e un furgone Fiat. A provocare lo scontro è la manovra azzardata di una Golf Volwswagen guidata da un venticinquenne marocchino, residente a Montebelluna. Il giovane capisce di averla combinata grossa: non è assicurato, e allora decide per il piano “B”. Scende, approfitta di un attimo di concitazione (di mezzo c’è anche un automobilista ferito, le attenzioni si concentrano su di lui), toglie entrambe le targhe della sua Golf e se ne va, chiedendo un passaggio a un passante: «Mi porti in ospedale, la prego», supplica il marocchino, «mi sono fatto male». In buonafede, l’automobilista di passaggio fa salire il giovane, che così si dilegua.

Col passare delle ore, però, il marocchino capisce che la fuga potrebbe non bastare e allora decide di presentarsi dai carabinieri di Montebelluna (sono le nove e mezzo di sera, nemmeno due ore dopo l’incidente) e di presentare una denuncia: «Mi hanno rubato la macchina», dice ai militari. L’intenzione è chiara: evitare la responsabilità dell’incidente. Qualche giorno dopo, il marocchino aggiunge un tassello alla sua strategia: non solo vuole fingere di non esser stato lui a provocare l’incidente, ma addirittura dà la colpa a un suo connazionale. Presentandosi alla polizia stradale di Castelfranco, infatti, il giovane dice di sapere chi gli ha rubato la macchina, e fa il nome di un suo connazionale. Anche la polizia allora mette in moto qualche verifica, che richiede un po’ di tempo: indagando sul presunto “ladro” di macchina denunciato dal connazionale, si scopre che in realtà questo marocchino non è più in Italia da diverso tempo. Il castello di menzogne del giovane automobilista cade miseramente e per

lui arrivano due denunce: simulazione di reato per la finta denuncia di furto dell’auto e calunnia per aver incolpato qualcun altro. Non è il primo che tenta di fare il furbo dopo un incidente simulando il furto dell’auto: è già il terzo, quest’anno, con altri due casi ad Arcade e Roncade.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro