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Ultimo «no» della Fip Treviso senza basket

La Corte federale ha respinto il terzo ricorso del Consorzio UniVerso All’orizzonte la LegaDue con l’acquisizione del titolo della nuova Fortitudo?

Niente da fare, la serie A è destinata a restare un dolce ricordo. Ieri Treviso Basket è stata respinta anche dalla Corte Federale: verso le 17.30 è arrivato il consueto, burocratico e glaciale comunicato Fip di un paio di righe. A nulla è servito il secondo ricorso: anche la cosiddetta Cassazione della pallacanestro italiana ha disintegrato le speranze e le illusioni di chi credeva, e crede tuttora, che il comma 5 dell’art. 128 applicato alla situazione trevigiana avrebbe consentito ai giudici di utilizzare quella discrezionalità (c’è chi la chiama semplicemente buon senso) per fregarsene del timore di aprire la strada in futuro a situazioni irregolari. La Corte ieri, in sostanza, ha accertato che le ragioni dei precedenti no del Consiglio Federale e della Commissione Giudicante poggiavano su solide e ragionevoli basi giuridiche, non se l’è sentita perciò di dar loro torto, di fare il gesto clamoroso di ribaltare la frittata, come un anno fa in favore di Teramo, e permettere a Treviso Basket di fare ciò per cui è nato: giocare a pallacanestro.

Sarebbe facile dire adesso: vabbè, tanto non c’era da farsi troppe illusioni, continuare a sperare nella Federazione era perfettamente inutile.

No: quest’altra porta sbattuta in faccia ad una società perfettamente sana, a cui non mancherebbe nulla per allinearsi alle altre iscritte, fa male.

Molto male. E’ la dimostrazione che è mancato il coraggio di andare al di là della legittimità di un responso solo tecnico e che non ha tenuto minimamente in considerazione elementi come passione, entusiasmo, bilancio sano. A questo punto che succede? Si proseguirà a suon di ricorsi o si metterà la parola stop? Lo decideranno collegialmente Vazzoler e soci. Altrettanto Treviso Basket dovrà decidere se seguire come alternativa la pista LegaDue, in questo caso approfittando dei guai della nuova Fortitudo, che oggi deciderà se mettere a disposizione i propri diritti sportivi e praticamente fondendosi con l’avversario storicamente più odiato.

Ma questa è ancora l’ipotesi più lontana, anche dal punto di vista "ideologico": Treviso Basket vuole (voleva?) la serie A, i soci si sono esposti finanziariamente e i tifosi hanno dato il loro contributo per la massima serie, non per un suo palliativo che, regolamento alla mano, c’entra come i cavoli a merenda. Dall’altra parte bisogna anche considerare che se ci fosse la possibilità di non sbaraccare,

ma di dare comunque un senso a tutto questo lavoro, perché non accettare?

Anche la LegaDue, ammesso che sia possibile, sarebbe un buon punto di partenza per un club e una squadra nuovi di zecca, solo per far vedere a lor signori che Treviso è viva e continua a lottare.

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