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Tre sindaci dal prefetto «Servono più carabinieri»

Allarme sicurezza: documento dei primi cittadini di Farra, Miane e Moriago «Escalation di furti e pochi uomini che controllano il territorio, chiediamo aiuto»

FARRA DI SOLIGO. Un ordine del giorno al prefetto di Treviso, firmato congiuntamente dagli amministratori comunali di Farra di Soligo, Miane e Moriago, per ribadire la preoccupazione delle tre giunte leghiste di fronte al palese impoverimento dell’organico dei carabinieri di Col San Martino. È questa l’intenzione dei sindaci Giuseppe Nardi (Farra), Angela Colmellere (Miane) e Giuseppe Tonello (Moriago) dopo il summit amministrativo svoltosi ieri sera per affrontare la situazione della sicurezza e della lotta alla criminalità nella fascia pedemontana coperta dalla caserma di via Giarentine. «La situazione purtroppo è quella già manifestata pubblicamente lo scorso anno», ammette Nardi. «In questi mesi non c’è stato alcun incremento dei militari in servizio a Col San Martino. Anzi, l’impressione è che l’organico stia mestamente scivolando verso il dimezzamento». Una riduzione delle forze che dura da un paio d’anni e che lo scorso novembre era già stata al centro di un consiglio comunale a Farra di Soligo, proprio al culmine di un'escalation di furti nei rustici collinari, ma anche nelle abitazioni dei centri urbani. L’ondata di microcriminalità che aveva caratterizzato l’autunno non aveva esentato neanche i luoghi sacri: pure dalla chiesa Santi Pietro e Paolo di Soligo e dal cimitero di Farra erano spariti alcune parti in rame delle grondaie. In quella occasione, il sindaco Nardi fece partire dal municipio di Farra verso piazza dei Signori la prima richiesta di aiuto al prefetto Aldo Adinolfi, chiedendo espressamente il potenziamento del comando carabinieri di Col San Martino. In Prefettura, dopo l'episodio di aggressione in casa ai danni di un pensionato, fece seguito anche una missiva del gruppo di minoranza Pdl-Farra domani. Ma niente. Al sindaco Nardi non è rimasto che continuare a fare conto su due vigili urbani, confidando sulla buona volontà delle associazioni e sulle segnalazioni dei cittadini. «Ma una cosa è l’azione dei carabinieri, altra è l’opera dei vigili urbani», chiosa il sindaco di Moriago della Battaglia, Giuseppe Tonello. «Non possiamo mettere sullo stesso piano le competenze e i rispettivi servizi. Senza dimenticare che, tra i vincoli del Patto di stabilità e le nuove strette alle assunzioni pubbliche del governo Monti, sarà pressoché impossibile investire anche sulla Polizia locale». Un cane che si morde la coda, dunque, che tra Moriago e Mosnigo ha azzannato pure le Pro loco. Entrambe le associazioni, durante le recenti feste dei mamai all’Isola dei morti e di San Pietro e Paolo al centro polifunzionale, hanno subito il furto di alimenti e vino dalle rispettive dispense. Per questo, al momento, l’unica risposta municipale al problema-sicurezza sembra arrivare dalla tecnologia. Farra e Moriago hanno in cantiere l’installazione di un sistema di videosorveglianza che riprenderà e registrerà i movimenti sospetti lungo le principali strade comunali e in prossimità degli edifici pubblici, quali municipio, scuole, centri ricreativi e impianti sportivi. Ma la domanda che i sindaci si sentono porre dai cittadini è di disarmante

semplicità: al di là del fattore-deterrente, a che servono le telecamere se poi non ci sono le forze dell’ordine adeguate per inseguire e stanare i delinquenti? Sarà questa, verosimilmente, la prima domanda alla quale dovrà ora rispondere il prefetto Adinolfi.

Glauco Zuan

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