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Camorra a Paese: immobili sequestrati a “o’spagnulo”

Gaetano Fontanella è un big legato al clan Nocera Ha investito anche nella Marca: confiscati beni per 2,5 ml

PAESE. I tentacoli della camorra nella Marca. La Direzione investigativa antimafia di Salerno ha infatti confiscato la scorsa settimana a Paese immobili riconducibili a Gaetano Fontanella, detto “o’ spagnulo”, storicamente legato al clan Nocera. Sono 8 le unità immobiliari oggetto di sequestro anticipatorio, tra Paese, Angri e Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli, per un valore complessivo di 2 milioni e 500 mila euro.

Gaetano Fontanella, 56 anni, risulta già indagato dai primi anni Ottanta, perché sospettato di essere appartenente al gruppo criminale di matrice camorristica operante tra Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e San Lorenzo. Dalle indagini risulta che Fontanella sia specializzato nel prestito a usura, tanto da essere chiamato nell’ambiente come Gaetano “pronto soccorso”. Nel corso degli anni è stato colpito da diversi ordini di custodia cautelare per associazione a delinquere, truffa, usura, estorsione e riciclaggio. Le sofisticate indagini patrimoniali della Dia di Salerno hanno quindi permesso di rilevare tra il 1976 e il 2010 una serie di illeciti penali, con i cui proventi economici Fontanella aveva poi acquistato beni immobili in provincia di Treviso, Napoli e Salerno, pur essendosi dichiarato al fisco come nullatenente.

Torna quindi l’allarme per le possibili infiltrazioni camorristiche in provincia di Treviso. Già il sostituto procuratore nazionale antimafia, Roberto Pennisi, ha scritto che, «per ragioni allo stato inspiegabili», si è lasciato praticamente campo libero ad organizzazioni criminali di tipo mafioso che si sono spartite il territorio: la Lombardia alla 'ndrangheta calabrese, il Veneto alla camorra. E sono ormai troppi i casi, scoperti grazie alle minuziose indagini delle forze dell’ordine, che sono lì a dimostrarlo. A partire dall’operazione Serpe, compiuta tra il settembre 2010 e il marzo 2011 dalla Direzione investigativa antimafia di Padova, che ha portato all'arresto di quasi trenta persone legate alla società «Aspide srl», impegnata nell'intermediazione finanziaria e nei prestiti ad usura. Nel luglio 2010 è poi stato arrestato a Mogliano il latitante Vito Zappalà. Pochi mesi fa a Brugine sono poi scattate le manette ai polsi di Nicola Imbriani, braccio destro del boss Polverino.

La «Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Direzione nazionale antimafia nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso» ha poi segnalato anche la presenza in Veneto del principale indagato di un'inchiesta avviata dalla Procura di Palermo che ha portato gli investigatori a Treviso, dove il figlio di un prestanome del boss Bernardo Provenzano ha costituito un'impresa attiva nel settore degli appalti pubblici, intestata alla moglie.

Il nuovo sequestro effettuato a Paese dalla Dia di Salerno rilancia dunque un allarme preoccupante. La camorra infatti sembra aver scelto la provincia di Treviso per i suoi investimenti e per le operazioni di riciclaggio di denaro sporco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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