Menu

Febbre del Nilo: muore 33enne artigiano

Breda di Piave, il giovane Fausto Mosole aveva contratto l’infezione dopo un trapianto di rene. Poi le complicazioni letali

BREDA DI PIAVE. Artigiano di Saletto muore a 33 anni per il virus del Nilo che si era manifestato dopo il trapianto di rene avvenuto la scorsa estate. Fausto Mosole si è spento ieri poco dopo le 10 in un letto della Medicina riabilitativa al Ca' Foncello per una embolia polmonare. Si tratta della seconda vittima trevigiana del virus trasmesso dalle zanzare: lo scorso settembre era morta Maria Santa Favero, 87 anni di Navolé di Gorgo al Monticano. A Breda di Piave si era registrato anche un altro caso di West Nile: a settembre 2011 era stato colpito un 84enne, poi guarito. Non è stato così per il giovane Fausto Mosole che da sette mesi combatteva contro le complicanze del virus: non è mai riuscito a tornare nella sua casa di Saletto di Breda, dove ad attenderlo c'era la moglie Cristina Zorzi, sposata due anni fa. Lo scorso 19 agosto l'artigiano trentatreenne era stato sottoposto al trapianto di rene al Ca' Foncello. Soffriva da tempo di insufficienza renale e, dopo innumerevoli cure, per puntare alla guarigione era rimasta solo la strada del trapianto. Due anni di attesa, poi l'individuazione di un organo compatibile che, pur in un fisico fortemente debilitato come quello del trentatreenne, poteva rappresentare una speranza concreta di guarigione. Purtroppo non è stato così. Gli accertamenti prima dell'espianto da una donatrice residente nel Trevigiano (da cui erano stati prelevati cinque organi) erano risultati negativi, così come le indagini di biologia molecolare per la diagnostica del virus del Nilo. In seguito era invece risultato che – come aveva spiegato a settembre la direzione sanitaria dell'Usl 9 di Treviso – la donna aveva sviluppato gli anticorpi del virus. La stessa azienda sanitaria aveva al tempo sottolineato come non fosse da escludere che il giovane trapiantato fosse stato infettato dopo essere stato punto dalla zanzara. Nemmeno ipotizzabile invece il contagio tramite trasfusione. Già da alcuni giorni prima della conferma che Fausto Mosole fosse affetto da West Nile, l'artigiano era stato trattato in via preventiva. Il 6 settembre, a nemmeno tre settimane dal delicatissimo intervento, Fausto era entrato in coma. Un mese sospeso tra la vita e la morte, poi il risveglio, la speranza, e la lentissima ripresa. Da qualche tempo il trentatreenne bredese era stato trasferito in Medicina riabilitativa. Soffriva di trombosi e nel frattempo erano sorte altre complicanze a rendere più difficile un quadro già delicatissimo. Ieri mattina il decesso. La frazione di Saletto, che da mesi seguiva il caso di Fausto, si è stretta attorno alla moglie, al papà Mauro – titolare della ditta “Mosole Mauro & C. snc” che si occupa di impermeabilizzazioni edili, in cui lavorava anche Fausto – al fratello Tiziano con la cognata Luisa e la nipote Angelica. La madre di Fausto, Patrizia, è morta nove anni fa. «Purtroppo non si poteva sapere che quel rene era infetto, non incolpo l’Usl» ripete papà Mauro, presidente dell'Avis di Breda, a cui era iscritto anche il figlio Fausto. La famiglia Mosole valuterà nelle prossime ore se chiedere l'autopsia. Non è escluso che lo

stesso ospedale voglia approfondire il caso per capire fino a che punto la malattia abbia inciso sulle complicanze che hanno portato al decesso. Per l'ultimo saluto a Fausto, che verrà celebrato nella chiesa di Saletto di Breda, bisognerà attendere la prossima settimana dopo il nulla osta.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro