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Violenza su una bimba di 5 anni compagno della madre a giudizio

Denunciato dalla donna, dovrà rispondere di attenzioni morbose e palpeggiamenti sulla piccola Un processo difficile e delicato per la difficoltà di raccogliere elementi da una bambina in tenera età

di Fabio Poloni

ODERZO

L’accusa è infamante: violenza sessuale nei confronti di una bimba di soli cinque anni, figlia della sua (ora ex) compagna. E’ stato rinviato a giudizio e sarà in aula il prossimo 10 gennaio l’uomo accusato di attenzioni morbose e palpeggiamenti nei confronti della piccola, che ora ha otto anni. Un processo che si preannuncia teso per la delicatezza della questione e difficile per il contesto. La bimba, infatti, non è in grado di testimoniare: è stata sentita, con la delicatezza e la prudenza fondamentali in questi casi, circa un anno dopo le presunte violenze. Sua madre, infatti, ha denunciato le violenze solo dopo aver interrotto il suo rapporto con il suo compagno. Ci sarebbe circa un anno di intervallo, dunque, tra gli episodi morbosi (2008) e il tentativo di raccogliere la testimonianza della piccola in sede di incidente probatorio (2009). La bambina potrebbe aver rimosso il trauma, o potrebbe aver subito uno choc tale da renderla incapace di fornire un racconto dettagliato. Se a ciò si aggiunge la sua tenerissima età, il quadro è ancora più drammatico. Nonostante la difficoltà di costruire un impianto probatorio capace di reggere le pesantissime accuse (lo stesso pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere proprio per questo motivo, come a dire: i fatti sono gravi ma non c’è modo di provarli), il giudice ha deciso comunque di rinviare a giudizio l’uomo accusato delle molestie. Il prossimo 10 gennaio si apre il processo.

Doveroso, in casi come questo, tutelare il diritto di riservatezza della piccola e della sua famiglia, e non fornire dettagli che possano ulteriormente accendere i riflettori sulla bimba. Le accuse di cui l’ex compagno della madre dovrà rispondere sono però pesantissime.

E’ il secondo caso di violenza ai danni di bambini emerso in questi ultimi giorni. Anche l’altro recentissimo, avvenuto ad Arcade, finirà in aula a Treviso il prossimo 10 gennaio: F.M., 25 anni, è accusato di abusi nei confronti di un bimbo di 9 anni, adescato con la scusa di giocare assieme con la Playstation. Gli episodi contestati al presunto violentatore risalgono ai mesi di maggio e giugno del 2008. Vengo a casa tua a giocare con la Playstation, ha detto il ventitreenne (all'epoca dei fatti) al ragazzino. Una, due, tre volte, e sempre quando i genitori del piccolo erano fuori casa, al lavoro. La sorella maggiore, dopo un po', ha iniziato a sentire puzza di bruciato.

Il ragazzo si chiudeva in stanza con il bambino, e insisteva per ripetere quegli incontri di «giochi». Una volta la sorella è entrata, e ha praticamente colto il ragazzo in flagranza. Da lì la segnalazione ai genitori, poi la denuncia. Ora questa nuova storia di orrori, nell’Opitergino.

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