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Rette dei disabili, politici sotto accusa

L’assessore Remo Sernagiotto: «Ripensare il welfare». Il dg dell’Usl 8 Mason: «I sindaci non hanno più un euro»

MONTEBELLUNA

E’ cominciata tra le contestazione nei confronti dell’assessore regionale Remo Sernagiotto ed è terminata con il direttore generale dell’Usl 8 che invocava per la politica «un uomo solo che comanda». L’incontro promosso dalle associazioni di volontariato che si occupano di disabilità, svoltosi l’altra sera nell’auditorium della biblioteca comunale, doveva chiarire per quale ragione i disabili gravi siano tenuti a pagare la retta di ricovero calcolata secondo il reddito complessivo familiare. E non, come sostengono fior di sentenze, in base al solo reddito individuale. La discussione si è però subito incendiata, tra una marcata contestazione verso i politici.

L’avvocato Salvatore Nocera ha spiegato la normativa che, pur tra qualche contraddizione, sostiene che le rette vanno modulate secondo il reddito individuale del disabile e non secondo il reddito familiare.

Gli amministratori – l’assessore regionale Remo Sernagiotto, il direttore generale dell’Usl 8 Renato Mason, il vicesindaco di Montebelluna Elzo Severin – hanno sostenuto che purtroppo nelle casse pubbliche non c’è più una lira. A descrivere il quadro il direttore dei servizi sociali Gianluigi Bianchin: nell’Usl 8 vi sono 410 disabili, 90 dei quali gravissimi ricoverati in struttura. Diciotto i Ceod attivi. I Comuni versano 21 euro per abitante all’Usl, circa 5,2 milioni di euro. Il costo di ricovero dei 90 disabili gravi, che pesa in gran parte sulle famiglie, è di 250 mila euro. «Parliamo di un euro per abitante» hanno protestano le associazioni. Ma il direttore generale dell’Usl ha chiarito: «I Comuni non sono in grado di pagare di più e ogni tentativo in questo senso è andato a vuoto. Bisogna cercare di razionalizzare le spese e io credo che vi sia molto spazio per questo». Un ragionamento più ampio ha provato a fare l’assessore regionale Sernagiotto:«Abbiamo 70 mila veneti non autosufficienti, tra vent’anni saranno 300 mila. Bisogna re-introdurre la compartecipazione della spesa dei servizi sociali». Una proposta che ha fatto infuriare i genitori dei disabili, soprattutto di quelli ospitati nei Ceod attualmente gratuiti per

le famiglie:«Adesso ci faranno pagare le strutture» hanno protestato. Alla fine, l’impegno a convocare davanti ai sindaci la Consulta delle associazioni e tentare di convincere i sindaci a venire incontro, con un contributo straordinario, alle famiglie che hanno in carico disabili gravi.

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