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Questi gioielli vanno salvati

Premiato l'impegno dei trevigiani nello scoprire preziosi siti storici

Che cosa rende un qualsiasi spazio geografico un luogo di valore? Quanto ci si può legare emotivamente ad un paesaggio per breve o lungo periodo, scenario importante della nostra vita? Cosa vorremmo fare per tutelarlo?
Da 5 anni la Fondazione Benetton Studi e Ricerche lo chiede ai cittadini di Treviso, invitandoli a segnalare siti storici preziosi per bellezza, pace, armonia, e memoria storica, al Concorso «Luoghi di valore».
Quest'anno sono state 75 le segnalazioni, distribuite in 44 comuni, per piccoli e grandi gioielli del paesaggio che meritano maggior rilievo. Esordisce Cappella Maggiore, con la chiesetta della Santissima Trinità.
E poi l'isola dei Da Ros di Breda di Piave, all'incrocio fra Meolo e Meoletto; il parco di villa Gradenigo Pellegrini a Carbonera; il passo barca di Casale, memoria della civiltà fluviale trevigiana. O la fontana militare di Castelcucco, testimonianza della Grande Guerra. Come i luoghi percorsi da Hemigway soldato a Monastier, le trincee di Possagno, il museo di villa Pontello a Crocetta, ex orfanotrofio.
Cimadolmo fa tris, con la chiesa della Madonna del latte di Stabiuzzo, le grave della Piave, e il borgo romano di Madorbo. E ancora la chiesetta del tempo che fu a Cison; l'antica chiesa campestre di Merlengo; e c'è persino la tabaccheria dalla Olga a Merlengo, o la stalla ex Crosato a Santa Cristina. A Treviso, segnalati il (raro di questi tempi) boschetto di via Celsi a S.Bona e la casa villa di Mario Botter.
In totale, in 5 concorsi, sono stati segnalati siti di 91 comuni su 95; «scoperti» Borso, Caerano, Gorgo e Paderno. Le new entry di quest'anno sono ben 66: un arrcchimento significativo nella «mappa» delle perle da non dimenticare nel Trevigiano. Chi segnala? Molti gli habitues, ma il 50% è esordienteci.
«Dalle segnalazioni emerge il forte impegno di molti cittadini nella tutela di beni collettivi - hanno detto gli organizzatori - Per citare solo alcuni dei casi significativi, il consiglio di quartiere di Ceneda Alta ha ricordato il complesso paesaggistico e architettonico di Villa Papadopoli, eclatante per le complesse vicissitudini della sua gestione».
«E una semplice cittadina di Villa Morosini a Villanova di Motta di Livenza, emblema del degrado in cui versano molti insediamenti storici del nostro territorio, spesso nell'indifferenza e nel silenzio». Ma la scheda più commovente è quella di Lorenzo, 10 anni, che
parla del boschetto che vede da casa e che teme di perdere, e a cui dedica una poesia composta per l'occasione.
Mercoledì prossimo, alle 15.30 allo spazio Bomben, si rinnova il tradizionale «incontro» di Fondazione con i segnalatori, i sindaci e gli amministratori: invito esteso ai cittadini.

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