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Cocaina, tre albanesi in manette

Tre albanesi arrestati stamane dai Carabinieri di Treviso sull'Autostrada A27, a Conegliano: stavano fuggendo in patria. Nella loro abitazione, a Cimadolmo, scoperto un laboratorio per tagliare grosse quantità di cocaina.

Stavano lasciando l'Italia per dedicarsi nel loro Paese a un'attività lecita con i proventi del traffico di droga i tre albanesi arrestati stamane dai Carabinieri di Treviso sull'Autostrada A27 nel tratto del comune di Conegliano. I militari dell'Arma, che da tempo tenevano sotto controllo gli indagati, erano venuti a conoscenza che i tre stavano lasciando l'Italia per trasferirsi definitivamente in Albania dove avrebbero svolto una regolare attività commerciale. I Carabinieri li hanno bloccato poco dopo che avevano lasciato la loro abitazione a Cimadolmo. Contemporaneamente altri militari hanno perquisito la casa dove era stato ricavato una sorte di laboratorio per la trasformazione della droga recuperando oltre quattro chili di sostanza usata per tagliare la cocaina oltre ad una pressa idraulica, anestetico e flaconi di acetone. Addosso ai tre albanesi rispettivamente di 25, 26 e 34 anni, tutti già noti anche per possesso d'armi e di traffico di droga, sono stati trovati 20 mila euro in contanti, dieci cellulari e otto schede telefoniche, mezzo chilo di cocaina e documenti tra passaporti, carte di identità, e patenti greche e albanesi falsificate. Dalle indagini svolte nei mesi scorsi dai Carabinieri è emerso che i tre oltre la laboratorio a Cimadolmo avevano una base logistica in Svizzera e svolgevano frequenti viaggi in Olanda.
Per i Carabinieri gli indagati gestivano un notevole traffico di cocaina non solo nella marca trevigiana ma anche in altre province e tra i clienti ne sono stati individuati quindici che ogni settimana acquistavano regolarmente mezzo chilo di cocaina per un giro d'affari di oltre trentamila euro.

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