Quotidiani locali

Nuova fabbrica in Serbia
domani Benetton firma

Accordo fatto (domani la firma) tra il gruppo Benetton e la Serbia per l'apertura del nuovo polo industriale che sarà realizzato a Nis.

L'investimento dichiarato è di 43,2 milioni di euro, ma parte di questi verranno restituiti sotto forma di incentivi all'insediamento. Si è conclusa positivamente la trattativa del gruppo Benetton per l'apertura di una piattaforma produttiva in Serbia. Prende corpo, dunque, il «federalismo industriale» invocato da Luciano Benetton nell'ultima assemblea degli azionisti. L'accordo con il governo di Belgrado, che conferma l'operazione, sarà firmato domani mattina dal ministro dell'economia Mladjan Dinkic, unitamente alle autorità locali di Nis, e da un rappresentante del gruppo industriale trevigiano. Il nuovo polo industriale Benetton sarà realizzato a Nis, terza città della Serbia dopo Belgrado e Novi Sad, scelta per la presenza di una fabbrica tessile dismessa con 660 operai a casa da quasi un anno. Sotto la pressione delle autorità locali e dell'opinione pubblica, il governo ha fatto ponti d'oro al gruppo Benetton, offrendo novemila euro l'anno per un triennio per ogni posto di lavoro creato in loco e forti agevolazioni fiscali. Un operaio in Serbia percepisce circa ottomila dinari, l'equivalente di 80 euro al mese. A Nis sarà costituita una società controllata da Benetton, beneficiaria degli incentivi, che rileverà lo stabilimento e dovrà rendere conto del piano di sviluppo al governo. Rilevante la ricaduta nel territorio, oltre gli aspetti occupazionali: parte dell'investimento sarà destinato a migliorare le infrastrutture della città serba. La fabbrica destinata ad accogliere le produzioni Benetton per l'Est europeo si chiama Nitecks, è reduce da una sfortunata privatizzazione conclusasi con il licenziamento di tutti i 660 addetti. Strategica è la posizione di Nis: nel cuore del distretto industriale della «tigre dei Balcani», si trova lungo il «Koridor 10», il corridoio europeo destinato a collegare l'Europa centrale con Grecia e Turchia. Cento chilometri più a nord c'è la fabbrica della Fiat, che sta allestendo la produzione del nuovo monovolume della casa torinese. Il nuovo polo produttivo in Serbia _ precisano a Ponzano _ non toglierà un euro di investimento in Italia. Probabilmente a venire ridimensionato sarà la piattaforma produttiva che Benetton mantiene in Croazia, destinata al confezionamento, paese sempre più problematico negli investimenti stranieri. Fino ad ora i più importanti poli produttivi di Benetton si trovano in Tunisia e Croazia per l'area mediterranea e in India e Cina per l'area pacifica. Complessivamente, producono 160 milioni di capi di abbigliamento, distribuiti in oltre centoventi paesi per un volume complessivo di ricavi pari a 2,05 miliardi di euro. Benetton si aggiunge a una lunga lista di imprese italiane che producono in Serbia: il più noto è quello della Fiat, che dopo la vittoria dimezzata a Pomigliano, ha deciso di realizzare una nuova monovolume nello stato balcanico. Ma in Serbia stanno arrivando
tutti i grandi marchi della moda, attratti dalle agevolazioni offerte dal governo: l'ultima in ordine di tempo è il gruppo Golden Lady, che qualche anno fa chiuse proprio lo stabilimento di Valdobbiadene della SiSi, il marchio il cui claim pubblicitario era _ ricorderete _ «SiSi, la moda cammina».

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