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Preganziol mette all'indice Saviano

Conferenza stampa del sindaco di Preganziol Sergio Marton sul caso-Saviano: "Gomorra in biblioteca non c'è più ma noi non l'abbiamo censurato". E il Comune sporge denuncia per furto contro ignoti

PREGANZIOL. Nessuna censura da parte dell’amministrazione a Roberto Saviano. Sta di fatto, però, che Gomorra è scomparso dagli scaffali della biblioteca comunale. Furto, complotto politico o mitomane? Il sindaco Sergio Marton, l’assessore alla Cultura Roberto Zamberlan, assieme al nuovo direttore generale e al dirigente della biblioteca, hanno incontrato questa mattina la stampa dopo il clamore del caso-Saviano.

Respingono con forza le accuse, lanciate da più parti, di aver voluto la censura all’opera dello scrittore napoletano. E lasciano spazio a molti dubbi.

“L’ultima persona che ha preso in prestito Gomorra è stata la bibliotecaria, proprio colei che è finita sui tg nazionali mostrando che il libro non c’era più _ ha detto il sindaco _ In queste settimane non è arrivata alcuna segnalazione della mancanza del testo. Chi l’ha preso? Un dipendente, un cittadino? Oppure è stato inserito erronemente nel posto sbagliato? Verificheremo in ogni caso la posizione della dipendente attraverso un’indagine interna”.

Non solo: l’amministrazione è pronta a presentare denuncia per furto contro ignoti. Ad oggi, infatti, “Gomorra”, pur risultando in catalogo, non è presente a scaffale.

La miccia che avrebbe fatto decidere all'amministrazione comunale, guidata dal leghista Sergio Marton, di togliere dalla biblioteca i testi di Saviano, sarebbe stata l'intervento dello scrittore anti-camorra alla trasmissione record di Fabio Fazio «Vieni via con me».

Saviano parla delle connessioni tra Lega e'ndrangheta nel Nord Italia. Ne nasce una bufera non solo mediatica, ma anche politica. Il ministro dell'interno Roberto Maroni grida allo scandalo, trascinandosi dietro lo sdegno di tutto il Carroccio, salvo poi fare marcia indietro e sancire la tregua delle armi con Saviano.

La ventata di rivolta leghista contro l'autore napoletano arriva fino a Preganziol, da quasi due anni amministrato da una giunta di centrodestra. Le parole dello scrittore non piacciono agli esponenti del Carroccio - sindaco in testa - che reggono il municipio. E dal detto si passa al fatto.

L'ordine di togliere dagli scaffali i testi di Saviano - secondo numerose fonti vicine all'amministrazione - sarebbe stato dato direttamente alla responsabile della biblioteca di via Gramsci dall'assessore alla cultura, il leghista Roberto Zamberlan, dopo un colloquio con Marton. Non un ordine scritto. Ma verbale.

Interpellato  Marton ha negato ogni intervento, mentre l'assessore Zamberlan si è limitato ad ammettere di aver espresso «giudizio negativo su Saviano».

Di fatto quello che poi è andato in scena è stata una censura mascherata, dal momento che i volumi di Saviano restano comunque registrati nel catalogo on line della Rete Biblioteche Trevigiane della Provincia e nel catalogo regionale.

Solo che sugli scaffali non ci sono più. «Al momento - dicevano ieri in biblioteca - i libri di Saviano non sono disponibili». E non perché sono in prestito. Ma perchè sono spariti.

La stessa risposta è stata data all'inviata del telegiornale di Rai 3 che l'altroieri è arrivata a Preganziol per indagare sul «caso Donazzan».

Solo pochi giorni fa l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan, PdL, aveva infatti invitato i presidi a non tenere nelle biblioteche
scolastiche i libri degli autori che, nel 2004, avevano firmato l'appello per la liberazione dell'ex terrorista (e scrittore) Cesare Battisti, bollandoli come «testi diseducativi».

Preganziol a quanto pare aveva anticipato i tempi, mettendo all'indice un autore politicamente scomodo.

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