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Cinquanta furti in casa, presa la banda

Armati di pistola e arnesi da scasso, hanno razziato le abitazioni di Pezzan, Ospedaletto e Istrana

ISTRANA. Cinquanta furti in due settimane. Armati, veloci, decisi: entravano nelle case quando non c'era nessuno, rubavano preziosi, televisori, orologi. Il filotto di furti ora è finito: i carabinieri hanno arrestato due albanesi e sono sulle tracce del terzo.

Una raffica di colpi tra Istrana, Pezzan, Morgano, Ospedaletto, ma anche Castelfranco, Resana, Castelminio, poi Veneziano (Scorzè, Noale) e Padovano (Trebaseleghe, San Giorgio delle Pertiche). Una cinquantina di furti messi a segno fra il 30 ottobre e il 13 novembre.

La fuga. Quando ha visto irrompere i carabinieri, per evitare l'arresto non ha esitato e si è gettato dal terrazzo al primo piano di un condominio di via Don Bosco a Trebaseleghe. Si è ferito al ginocchio e al mento, e dopo il danno - quindici giorni di prognosi - è arrivata la classica beffa: nonostante il salto, il malvivente non è riuscito a fuggire. Parliamo di Gjuliano Cerpja, 28 anni, clandestino: ora è in carcere a Padova, arrestato - oltre che per furto - in flagranza per detenzione di arma da fuoco (aveva una pistola in un sacchetto) e per ricettazione d'auto, visto che aveva le chiavi di una Nissan parcheggiata lì fuori, risultata rubata a Trevignano. Era l'auto che la banda utilizzava per le proprie scorribande. Con Cerpja c'era anche Altin Livanaj, 22 anni, anche lui albanese e anche lui finito in carcere. Il terzo uomo della banda, un ventiduenne loro connazionale, è stato denunciato ma è ancora latitante.

Le modalità. Uscivano di sera, col favore dell'oscurità, e mettevano a segno i loro colpi fra le sei e le undici. Prendevano di mira le case momentaneamente deserte, e portavano via televisori, computer, orologi, telefonini, autoradio, gioielli, persino attrezzi edili. Nel "covo" di Trebaseleghe, i carabinieri hanno trovato refurtiva per un valore che supera - a una prima stima - i centomila euro. Parte della refurtiva è già stata restituita ai legittimi proprietari. La banda girava a bordo della Nissan rubata, ma per alcuni spostamenti utilizzava anche l'auto di Livanaj, una Fiat Brava di colore bianco.

Le indagini. Sabato il blitz dei carabinieri nell'appartamento di Trebaseleghe, in via Don Bosco 26, dopo lunghe indagini: ad avviarle era stato l'avvistamento di un'auto rubata lo scorso 8 novembre a Trevignano, una Nissan Qashqai utilizzata dalla banda per mettere a segno i furti. «Osservazione e pazienza
- dicono i carabinieri - con l'aiuto di molte persone che ci hanno aiutato, vittime dei furti o testimoni». Le indagini non sono però finite: i carabinieri stanno cercando di capire se ci siano altri complici.

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