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Frane e maltempo, prima stima dei danni: oltre 10 milioni

Quattordici Comuni, le cifre dei sindaci: in Pedemontana il conto più salato. Dal governo arrivano 300 milioni per il Veneto

TREVISO. La conta dei danni è appena iniziata, ma le cifre sono a sei zeri. E sembra più salato il conto nella Pedemontana, dove si sono aperte decine di frane, che nella distesa alluvionata del Livenza. I sindaci stanno completando in queste ore le prime stime che saranno trasmesse alla Regione nei prossimi giorni: nei dieci comuni più colpiti più di dieci milioni di euro di danni. Da Valdobbiadene a Zenson di Piave, la stima riguarda famiglie sfollate e abitazioni allagate, imprese invase dal fango e rive devastate dal dissesto idrogeologico. I sindaci hanno raccolto, attraverso gli uffici tecnici, i primi conteggi.

A Valdobbiadene i danni più gravi. Il sindaco dichiara cinque milioni di euro di danni per il ripristino della frana di Santo Stefano e degli altri cedimenti, dal Madean al Follo. A Cison i danni pare ammontino a 2,4 milioni di euro, almeno dieci le frane che hanno devastato soprattutto il territorio di Rolle. A Revine Lago la devastazione del parco archeologico del Livelet, gli allagamenti subiti da due ristoranti e di un'impresa di abbligliamento costerà circa un milione di euro. A Tarzo i ripristini ambientali costeranno almeno 300 mila euro. A Fregona il conto è di 565 mila euro. A Cappella maggiore di duecentomila euro. A Sarmede di centomila euro per ripristini di strade e recinzioni. Danni da quantificare anche a Cordignano e Vittorio Veneto, dove si sono verificati cedimenti, smottamenti ed alcuni allagamenti.

Nella Pedemontana del Grappa danni gravi anche a Monfumo e Asolo, dove si sono verificate una decina di frane e cedimenti, una strada provinciale è stata interrotta e dove un'auto è finita sotto un muro crollato. Non ancora quantificata la spesa per i ripristini. Nella zona del Piave e del Livenza, i danni più gravi sono dichiarati dal sindaco di Mansuè: che chiederà 452 mila euro per rifondere diciotto famiglie finite sott'acqua e alcune attività commerciali. Poco meno a San Biagio di Callalta, dove sono state evacuate una trentina di famiglie e l'impresa di costruzioni Coletto, in area golenale: la prima stima parla di 321 mila euro di danni.

A Motta di Livenza i costi più alti sono stati sostenuti per trasferire 150 malati della clinica in altri ospedali e case di riposo. A Zenson si calcolano ripristini per 230 mila euro. A Ponte di Piave per 130 mila euro. A Salgareda il sindaco conteggia 150 mila euro. A Meduna di Livenza 180 mila, a Portobuffolè trecentomila euro. Insomma, fatti i conti la prima stima supera i dodici milioni di euro. Nei prossimi
giorni, presso ciascun comune, arriveranno le istruzioni precise per imprese e cittadini per chiedere i rimborsi pubblici. Ma bisognerà attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'ordinanza della presidenza del Consiglio che nomina il governatore Luca Zaia commissario per l'emergenza.

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