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Islam, preghiera itinerante
in 14 comuni

La preghiera del venerdì sarà, per gli islamici che vivono in provincia di Treviso, ''a rotazione'', cioè senza una sede fissa, ma che cambierà di volta in volta.  Insomma, una specia di Moschea itinerante.

E' il risultato della riunione tra gli amministratori dei 14 comuni della provincia per individuare spazi idonei alla preghiera del venerdì nella Marca trevigiana, dopo che polemiche avevano accompagnato la scelta caduta di volta in volta su impianti sportivi, sale parrochiali ed anche parcheggi, e dopo il diktat della Lega che li aveva cacciati dall'impianto sportivo offerto loro a Treviso da Bepi Zambon.
 
Tra le soluzioni ipotizzate oggi anche quella di utilizzare caserme dismesse del capoluogo.

Dopo oltre quattro ore di discussione in Prefettura a Treviso i sindaci sono riusciti alla fine a trovare un'intesa su un protocollo che impegna ogni singola amministrazione a rendere disponibili spazi in cui poter ospitare a rotazione, e per le prossime settimane, i fedeli musulmani fino ad oggi obbligati a peregrinare da una palestra ad un palazzetto dello sport ad una tensostruttura, sempre con la consapevolezza che di li' a sette giorni sarebbe stato necessario trovare un altro luogo adatto.

Impegno condiviso, dunque, ma anche la consapevolezza che una risposta in via definitiva, e' stato fatto notare, non e' una competenza degli amministratori locali ma piuttosto di uno Stato che, a differenza di quanto avvenuto per molte altre confessioni - dalle comunita' ebraiche alla chiesa luterana - con l'Islam non ha mai stipulato alcun tipo di concordato. Anche per questo l'idea delle caserme, per quanto avanzata allo stato preliminare, nell'intento dei proponenti potrebbe offrire allo Stato italiano una buona occasione per collaborare rendendo disponibile un proprio patrimonio immobiliare inutilizzato. '

'E' doveroso rivolgere un appello forte al Parlamento - ha detto il primo cittadino di Mogliano Veneto, Giovanni Azzolini - perche' il numero di persone che professano la fede musulmana e' in crescita, sono 27.000 solo nel trevigiano, e quindi occorre colmare il vuoto legislativo esistente sui rapporti tra Stato e Islam''.
 
Per il sindaco di Silea, Silvano Piazza, e' necessario ''garantire a tutti i diritti costituzionali di liberta' di culto'' anche se occorre contemperarlo con la necessita' di rispettare le regole che disciplinano l'utilizzo dei luogi pubblici o aperti al pubblico''.

Floriana Casellato, sindaco di Maserada sul Piave, da parte sua giudica ''assurda'' la richiesta fatta da esponenti leghisti ai musulmani di pronunciare le preghiere in lingua italiana: ''Sarebbe come chiedere a noi di pregare in latino, lingua di cui ormai abbiamo perso il ricordo''. ''Credo - ha concluso - che Gesu' Cristo si scandalizzerebbe per le discussioni che si sono svolte in questi giorni a proposito delle preghiere dei cittadini islamici''.
 
Per
il prossimo venerdi', comunque, una soluzione sarebbe gia' stata individuata anche se i sindaci hanno avuto la consegna di non farne cenno ad alcuno. In base ad indiscrezioni ritenute attendibili, tuttavia, il comune designato per l'incontro di preghiera dell'11 gennaio sarebbe quello di Paese.

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