Menu

L'OMICIDIO DI IOLE TASSITANI

Fusaro ha paura: proteggete mio figlio

Inquietante retroscena dalla deposizione del falegname, unico indagato sinora nell’inchiesta. Una strategia per invocare protezione sui familiari?

Michele Fusaro, al momento l’unico indagato per il sequestro e l’omicidio di Iole Tassitani, ha paura. «Proteggete mio figlio, non fategli fare del male», ha detto agli inquirenti anche nel corso dell’interrogatorio avvenuto in carcere a Vicenza venerdì pomeriggio. Fusaro teme una vendetta da parte di qualcuno. Ma di chi? Della persona che, a suo dire, lo ha aiutato a mettere in pratica il sequestro e ad uccidere la Tassitani.

E intanto sono al vaglio degli esperti della scientifica i reperti rinvenuti nel covo scoperto domenica scorsa vicino a Castello di Godego. Gli uomini del Ros avevano fatto irruzione ma non avevano trovato nessuno all’interno. Ma chi aveva tenuto sequestrata la Tassitani aveva lasciato numerose tracce.

Proseguono a tutto campo le indagini per fare luce sulla morte di Iole Tassitani, sparita da Castelfranco il 12 dicembre scorso e trovata cadavere nella notte tra il 23 e il 24 dicembre all’interno del garage di Michele Fusaro a Bassano del Grappa. I carabinieri del reparto operativo di Treviso e i Ros di Padova stanno passando al setaccio tutti i casolari nel triangolo tra Cittadella, Bassano e Castelfranco. Gli inquirenti stanno anche verificando l’attendibilità di quanto detto dall’operaio durante il lungo e tesissimo interrogatorio di venerdì pomeriggio. Fusaro, assistito dagli avvocati padovani Piero Longo e Chiara Balbinot, avrebbe fornito la sua collaborazione per la soluzione definitiva del caso.

Nel corso del colloqui avrebbe risposto in maniera relativamente lucida alle decine e decine di domande poste dal capo della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, Vittorio Borraccetti, e dal magistrato Roberto Terzo. E in base ai risultati valuteranno anche la richiesta di protezione per il figlio di Fusaro, ancora minorenne. Preoccupazione espressa dall’operaio subito dopo l’arresto alla parlamentare Laura Fincato e all’avvocato Carlo Covi.

Ma, se le sue parole dovessero risultare vere, si giungerebbe alla svolta del caso. Durante l’incontro con i magistrati Fusaro ha iniziato a parlare, fornendo spiegazioni su tutto il periodo trascorso dall’ideazione del folle progetto di rapimento della signora Tassitani, fino al momento in cui il corpo della donna, massacrato in 29 pezzi, è stato dai carabinieri all’interno del garage di Fusaro. In particolare gli inquirenti gli hanno chiesto chi altri fosse al corrente del piano, oltre all’ex cognato Adil Louanda.

Gli inquirenti intanto hanno mandato ad analizzare agli esperti della scientifica i reperti rinvenuti in un casolare nei pressi di Castello di Godego domenica scorsa. In quell’occasione, verso le undici di mattina, i carabinieri del Ros con l’aiuto di due elicotteri, avevano fatto irruzione
in quello che è poi stato definito come uno dei covi dove è stata tenuta la Tassitani. All’interno non c’era nessuno, ma vennero ritrovate tracce del passaggio della figlia del notaio e del suo sequestratore. Dai risultati delle analisi gli inquirenti scopriranno se Fusaro ha avuto un aiuto.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro