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Fusaro parla per 5 ore
svolta nelle indagini

Michele Fusaro avrebbe fatto i nomi dei presunti complici. Durante le cinque tesissime ore di interrogatorio in carcere a Vicenza, il falegname ha collaborato. Il capo della Dda Borraccetti e il pm Roberto Terzo hanno chiesto a Fusaro, accusato del sequestro e dell’omicidio di Iole Tassitani, di ricostruire il rapimento della donna. E Fusaro questa volta non si è tirato indietro.

Cinque ore di faccia a faccia precedute dal valzer degli avvocati. In mattinata il legale di fiducia Carlo Covi ha rinunciato all’incarico, poi assunto dal noto penalista padovano Piero Longo che, insieme a Chiara Balbinot, ha partecipato all’interrogatorio.
A Fusaro sono state rivolte decine e decine di domande. I magistrati gli hanno chiesto prima di tutto di chiarire i preparativi del sequestro di Iole Tassitani, scomparsa a Castelfranco il 12 dicembre scorso.
Cosa l’ha spinto a rapire la ...

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Cinque ore di faccia a faccia precedute dal valzer degli avvocati. In mattinata il legale di fiducia Carlo Covi ha rinunciato all’incarico, poi assunto dal noto penalista padovano Piero Longo che, insieme a Chiara Balbinot, ha partecipato all’interrogatorio.
A Fusaro sono state rivolte decine e decine di domande. I magistrati gli hanno chiesto prima di tutto di chiarire i preparativi del sequestro di Iole Tassitani, scomparsa a Castelfranco il 12 dicembre scorso.
Cosa l’ha spinto a rapire la donna, a chi si è rivolto per mettere in pratica il sequestro, se l’ex cognato, Adil Louanda, era l’unica persona messa al corrente del folle progetto. Inevitabile quindi la domanda sui complici.
Gli inquirenti hanno escluso fin dal primo momento che un uomo come Fusaro possa aver messo in pratica tutto da solo, partendo dal rapimento, fino al massacro della Tassitani e all’occultamento del cadavere. Troppe cose da gestire e, soprattutto, troppo complicate per un solo uomo. Le valutazioni emerse nel corso dell’interrogatorio di ieri verranno incrociate con l’esito dei prossimi sopralluoghi dei carabinieri del Ris di Parma sui luoghi del sequestro e del ritrovamento del cadavere di Iole Tassitani, fra Castelfranco Veneto e Bassano del Grappa e nei luoghi che lo stesso Fusaro potrebbe aver rivelato durante il colloquio con i magistrati. Queste risultanze potrebbero quindi incidere sul tipo di intervento chiesto agli uomini del Ris che, comunque, saranno impegnati in ulteriori accertamenti e nella catalogazione dei reperti.
 A partire dal garage di Michele Fusaro, ad oggi l’unico iscritto nel registro degli indagati, a Bassano del Grappa, dove i carabinieri hanno trovato i sacchi con i resti smembrati del corpo della donna.
Un tassello che manca ancora per stabilire l’esatta data dell’omicidio riguarda le condizioni ambientali in cui il corpo è stato tenuto: se all’aria aperta (quindi comunque al freddo, data la stagione), oppure in una cella frigorifera. Elemento importante questo per retrodatare con precisione la morte rispetto al momento del ritrovamento del cadavere.
 I magistrati che hanno condotto il colloquio, che riprenderà, è stato detto, nei prossimi giorni, hanno secretato il risultato dell’incontro. «Non ho un particolare stato d’animo - ha detto il procuratore capo di Venezia Vittorio Borraccetti - sono stanco come i colleghi. Ora continueremo a lavorare: non c’è nessun cambiamento nel nostro cammino d’indagine». Borraccetti, ha poi rimandato le domande dei giornalisti alla conferenza stampa in programma oggi alle 11 alla procura di Venezia.
 «Forniremo informazioni - ha detto il magistrato - su qualcosa che ancora non abbiamo detto». Sono ore decisive per risolvere in modo definitivo il giallo del sequestro Tassitani. Il cerchio si sta sempre più stringendo attorno ai complici di Michele Fusaro. L’interrogatorio di ieri potrebbe aver dato la spinta decisiva per la soluzione delle indagini.
I carabinieri si sono mossi alla ricerca delle persone indicate dal falegname. E sarebbe stato circoscritto nella zona di Bassano il covo dove Iole è stata fatta a pezzi.