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Ordinanza "anti-sbandati"

Gobbo lancia a Treviso
l'ordinanza "anti-sbandati"

«Faremo il possibile per adottare al più presto la stessa ordinanza nei nostri Comuni: fuori dalle scatole tutti gli irregolari, la nostra gente vuole vivere tranquilla». Editto contro gli sbandati: i sindaci leghisti della Marca sono pronti a emulare l’amministrazione comunale di Cittadella.

I primi cittadini del Carroccio trevigiano si dichiarano letteralmente sedotti dalla presa di posizione del loro collega Massimo Bitonci, che nella sua Cittadella, appena l’ordinanza verrà sfornata, per «motivi di ordine pubblico» allontanerà tutti gli «sbandati» dal suo territorio comunale, negando quindi loro la residenza. Nel mirino tutte le persone che non hanno un’occupazione fissa, barboni e disoccupati, sia italiani che immigrati.
Soprattutto immigrati. Una iniziativa che sta per essere adottata anche dal sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.
E che piace molto pure al sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, che è anche segretario nathionàl (ossia regionale) del Carroccio: «Sono favorevole all’ordinanza anti-sbandati, si tratta solo di metterla a punto in modo da evitare contestazioni. Stiamo preparando il testo, che verrà condiviso da tutti i principali sindaci leghisti. E non solo».
Un accenno alla possibile partecipazione del Polo alla cacciata degli scioperati? Gobbo è sibillino. Ma punge: «Voglio chiudere la pratica nel giro di pochi giorni. D’altronde, abbiamo già preso provvedimenti del genere a Treviso. Sono quindi ottimista. Nella nostra città si vive bene, non ci sono le emergenze di altri posti - dice Gobbo - Ma questa volta siamo di fronte a una questione con la quale ci si deve comunque confrontare: non è possibile che i sindaci non abbiano in mano gli strumenti per tenere sotto controllo il proprio territorio. Bisogna quindi dare ai sindaci la possibilità di intervenire. Bisogna gettare le basi su cui poter lavorare per la sicurezza dei cittadini».
Un tema sicurezza sempre più sentito nella Marca: questa sera andrà in scena un consiglio provinciale straordinario con un solo punto all’ordine del giorno: l’allarme criminalità. Lo ha indetto la Lega, che contro il «pericolo rumeni» minaccia addirittura di occupare la stazione ferroviaria se da Roma, con la Finanziaria, non arriveranno soldi per potenziare gli organici di carabinieri e polizia. Portavoce della protesta è il sindaco padano di Chiarano Giampaolo Vallardi, che da pochi giorni ha rilanciato l’operazione Veneto Sicuro, ossia le ronde leghiste. E che sposa con entusiasmo la battaglia innescata da Cittadella: «Se l’ordinanza è fattibile, non mi tirerò certo indietro, la adotterò. E’ il territorio che ci chiede di intervenire, e noi sindaci non possiamo tirarci indietro.
Anzi: ho proposto un vero reset: mandiamo subito a casa tutti gli immigrati irregolari presenti in provincia, poi rifacciamo i conti della manodopera da regolarizzare che ci serve». E non mancano gli amministratori leghisti locali che si stanno già muovendo in autonomia sulla stessa lunghezza d’onda di Cittadella o di Verona.
Come il sindaco di Godega Alessandro Bonet: «Una settimana fa abbiamo approvato una apposita ordinanza anti-accattonaggio, oggi stiamo valutando altre misure simili, come la possibilità di controllare l’identità di chi occupa appartamenti affittati provocando proteste da parte dei residenti. Ben venga quindi quanto fatto da Cittadella, lo metteremo nel pacchetto sicurezza. Ma non vorrei ci fossero fraintendimenti: vogliamo fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini assicurando però, al contempo, i diritti civili delle persone. Senza distinzione tra immigrati e trevigiani, ma solo tra persone che rispettano le regole e persone che non le rispettano. Non si deve dare ospitalità a chi non è in regola».
Lapidario il sindaco leghista di Vittorio Veneto Giancarlo Scottà: «Siamo della partita: chi lavora
può restare, chi va a spasso per la strada senza occupazione deve ritornarsene al proprio Paese di origine. Se l’ordinanza non troverà impedimenti, credo proprio che verrà sposata da tutti i sindaci, e non solo leghisti. Il controllo del territorio diventi una prerogativa dei primi cittadini».

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