Menu

Erano pronti a fuggire

I killer presi in poche ore. Raid dei carabinieri in un alloggio a Motta, e poi per strada, a San Donà e Villorba

«Prendiamoli». Alle sette di lunedì pomeriggio, dopo la telefonata tra George Alin Bogdaneanu e Naim Stafa, in cui quest’ultimo annunciava al complice la volontà di far perdere le proprie tracce, è scattato il blitz. Artur Lleshi e Naim Stafa, i due albanesi accusati di essere le belve feroci che hanno ucciso a Gorgo al Monticano i coniugi Pelliciardi, sono stati presi dai carabinieri del Ros. Il giallo durato due settimane si è quindi concluso in pochissime ore quando gli uomini dell’Arma hanno messo le manette ai polsi degli albanesi. Già dal terzo giorno i tre erano tenuti costantemente sotto controllo dagli investigatori, ma continuava a mancare la «pistola fumante», la prova schiacciante per chiudere il caso. Nonostante fosse stata ritrovata all’interno della casa una goccia di sangue appartenente ad uno dei killer, dalla quale è stato ricostruito il profilo genetico degli assassini, mancava comunque la possibilità di poter confrontare il Dna. Per giorni e giorni il cellulare del rumeno è stato tenuto sotto controllo. Sono state ascoltate tutte le telefonate tra il giovane e Lleshi, con quest’ultimo che teneva sotto pressione il complice per paura che crollasse sotto il peso del rimorso e confessasse l’atroce delitto. Tutto questo fino a lunedì pomeriggio. L’albanese telefona, probabilmente per l’ultima volta, a Bogdaneanu. «Questa sera parto», gli ha detto. A questo punto i carabinieri hanno capito che non c’era più tempo da perdere, che ogni secondo poteva essere prezioso. Gli uomini dell’Arma sono quindi andati a prelevare il rumeno all’interno del suo appartamento a Motta che divideva con Stafa. L’albanese ovviamente non era in casa. Aveva fatto in tutta fretta i bagagli e aveva provato a sparire. Il giovane è stato quindi portato in comando a Treviso dove è stato interrogato dal pm Sanzari, dal colonnello Nardone e dal team che ha portato avanti le indagini. Alle prime domande ha cercato di rispondere senza tradirsi. Ma il rimorso è stato troppo forte e alla fine è crollato. «E’ stato come se si fosse liberato di un peso», ha detto il magistrato. Bogdaneanu si è assunto prima le sue responsabilità, e poi ha fatto i nomi che gli investigatori stavano aspettando: Artur Lleshi e Naim Stafa, che erano stati fermati nel corso del pomeriggio, vengono ufficialmente fermati con l’accusa di pluriomicidio aggravato e rapina. Caricati nelle macchine sono stati portati a Treviso dove sono state prelevate ad entrambi tracce di Dna da confrontare con quella rinvenuta nella goccia di sangue scoperta nella stanza degli orrori. Un elicottero si è immediatamente alzato in cielo per arrivare il prima possibile a Parma dove i campioni sono stati messi a confronto dagli scienziati del Ris all’interno dei laboratori specializzati. Ormai gli investigatori sapevano di aver fatto centro, quindi la risposta che sarebbe arrivata era considerata una semplice formalità. Dopo poche ore da Parma è stato confermato quanto già si sospettava. La traccia di Dna trovata nella camera da letto dei Pelliciardi è risultata perfettamente compatibile con quella di uno dei due albanesi. Le belve di Gorgo hanno quindi finalmente
un volto. A due settimane dall’atroce delitto gli investigatori sono riusciti a comporre un puzzle che sembrava non volersi risolvere. Per giorni e giorni è sempre mancato un tassello. In pochissime ore quel tassello è stato trovato grazie a un team che non ha mai smesso di crederci fino in fondo.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro