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Lacci, Orlando al Del Monaco di Treviso

Treviso. Silvio Orlando arriva venerdì e sabato alle 20,45 e domenica alle 16 al Comunale Mario Del Monaco di Treviso con “Lacci”, tratto dal libro di Domenico Starnone del 2014

TREVISO. «Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia. Sull’onda di un palmarès professionale che contempla, tra l’altro, la Coppa Volpi, il Premio Pasinetti, due David di Donatello, 2 Nastri d’Argento, un Globo d’oro e 2 Ciak d’oro, Silvio Orlando arriva venerdì e sabato alle 20,45 e domenica alle 16 al Comunale Mario Del Monaco di Treviso con “Lacci”, tratto dal libro di Domenico Starnone del 2014. Dopo il grande successo de “La scuola”, tuttora in tournée, l’attore napoletano classe 1957, con il nuovo spettacolo ritorna alla scrittura di Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo racchiuso tra le mura di casa è avvertibile. Con Orlando “Aldo” si confronta serratamente Vanessa Scalera “Vanda”.

Lei si produce in un epistolare “elenco delle porcherie” di lui, mentre lui, meticoloso, ironico, a tratti splendidamente insopportabile, una spugna di sentimenti, resta muto e laconico. La storia ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta una promessa di rovina. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia.

Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità. Poi torna sommessamente all’ovile. Una famiglia di facciata. Trent’anni dopo, i figli si fanno importanti e presentano il conto a chi li ha preceduti. E’ un elemento ricorrente nei lavori che interpreta Orlando che, alla fine, affermano con forza quella che viene sempre più spesso definita la “banalità del quotidiano”.

“In questo caso – sostiene il regista Armando Pugliese - con lo snodarsi del racconto lo spettatore dovrà cercare la verità o la ragione in ciascuno dei personaggi nella dialettica attraverso la quale si relazionano fra loro, proprio come nelle storie che catturano l'attenzione e non consentono

di lasciarle fino al loro punto di conclusione.” Biglietti da 12 a 32 euro. Info: 0422.540480. Sabato alle 18 nel foyer del teatro la compagnia di attori interpreti di “Laccu” dialogherà con Caterina Barone, docente di storia all’Università di Padova.


 

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