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Treviso, nei documentari di Sole Luna un ponte tra popoli e culture

Battesimo dell’evento cinematografico che si svolgerà fino a domenica a Treviso

TREVISO. Diritti umani, storie di vite dimezzate e azzannate alla gola da orizzonti troppo asfittici. Ma anche socialità e ponti tra culture differenti, isole lontane eppure comunicanti grazie a un mare solido di sentimenti e di emozioni, raccontate attraverso la magica lanterna del cinema. Il Sole Luna Doc Film Festival, che ha avuto ieri sera a Palazzo dei Trecento il suo battesimo ufficiale per l’edizione 2017, torna a Treviso fino a domenica 17 settembre: saranno giorni di visioni (a ingresso gratuito, tra piazza dei Signori e Ca’ dei Ricchi) e parole, che forniranno spunti di riflessione e modi di ripensare a universi paralleli che spesso ci sfiorano soltanto, ma che prepotentemente, attraverso la Settima Arte, tornano a colpire dritto in faccia lasciando a volte un senso di assoluta e profonda inadeguatezza.

Nel tardo pomeriggio di ieri, durante la conferenza di presentazione del festival, il sindaco Giovanni Manildo ha espresso la sua soddisfazione per il ritorno di un evento che ormai, in città, è diventato un punto fermo a livello culturale.



«Siamo cresciuti insieme: il primo anno della mia amministrazione è coinciso con la prima edizione del festival. Il Sole Luna ha un merito fondamentale: ci porta a conoscere dei temi e delle situazioni su cui riflettere. I confini e le mura devono essere baluardi sempre più “intelligenti”, capaci di aprirsi all’altro e all’altrove, più che essere intese come appendici difensive. Sarà questo uno dei temi principali della candidatura della nostra città a capitale italiana della cultura 2020».

Gli ha fatto eco Lucia Gotti Venturato, presidente del Sole Luna Doc Festival: «Ringrazio Treviso perché in questi anni è riuscita a consolidare in me il senso di appartenenza a un terra e a un luogo nelle radici culturali. Il futuro del Sole Luna è assicurato a Treviso da una squadra di giovani professionisti competenti e affezionati al progetto, capaci di promuovere idee e di creare nuovi legami». Dopo i saluti istituzionali, con i direttori artistici Andrea Mura e Chiara Andrich, è passata sullo schermo la prima storia in concorso, “Prison Sisters”: quella di due donne, rilasciate da un carcere afgano e in cammino per trovare il proprio posto nel mondo. Il ritratto tutto al femminile di due creature simboliche e fragili, eppure così straordinariamente forti, è probabilmente il marchio più potente e stringente da apporre a “garanzia di conformità” del Sole Luna 2017.

Tommaso Miele
 

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