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Croda, viaggio indietro nel tempo in sella a Ganna e Motobecane

Domani la ciclostorica che si ispira all’Eroica, start a Follina poi circuito tra i colli Obbligatorio abbigliamento d’epoca e bici vintage. Passaggio anche sullo sterrato

FOLLINA

A vederli passare, magari su un tratto sterrato, danno i brividi. E, tenendo conto come si è trasformato il ciclismo, sono brividi di emozione assoluta. Una maglia della Faema degna di Merckx, una della Legnano perfetta per Bartali, una in lana dell'Atala che porta addirittura ai quattro moschettieri che vinsero il quarto Giro d'Italia, una della Peugeot che indossava Simpson, quella della Bic che fu di Anquetil, quella della Salvarani di Gimondi e Adorni, la Bianchi di Coppi e di Pa ...

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FOLLINA

A vederli passare, magari su un tratto sterrato, danno i brividi. E, tenendo conto come si è trasformato il ciclismo, sono brividi di emozione assoluta. Una maglia della Faema degna di Merckx, una della Legnano perfetta per Bartali, una in lana dell'Atala che porta addirittura ai quattro moschettieri che vinsero il quarto Giro d'Italia, una della Peugeot che indossava Simpson, quella della Bic che fu di Anquetil, quella della Salvarani di Gimondi e Adorni, la Bianchi di Coppi e di Pantani.

Passano in una nuvola di polvere con quelle biciclette che pesano come un cancello, così diverse dai piumini svedesi di oggi. Hanno in testa, se non le coppole inglesi, almeno i berrettini con frontino sponsorizzato di un tempo, che ormai li fanno solo i mangimifici per i contadini nostalgici. Oppure calzano i caschi con le strisce di pelle o di sky. Borracce di alluminio, magari due agganciate al manubrio dalla curva antica, cambi Campagnolo d'antan, alcuni addirittura con il meccanismo a bacchetta o comunque con le leve al telaio. Gli occhiali? Quelli da motociclista, altro che la roba spaziale di oggi. L'esempio cui ispirarsi è l'Eroica, che si svolge in ottobre a Gaiole in Chianti e che vanta tra i suoi sponsor principali la trevigianissima Goppion. Si chiamano ciclostoriche e quella della Marca (alla seconda edizione) è amatoriale, si chiama “La Croda”, fa parte di un criterium che si chiama “Giro d'Italia d'epoca” e si disputerà domani a Follina (ritrovo alle 7.30 in via Sanavalle), tra lo stupore - si suppone - di chi si ritroverà a incrociarla nel corso di una scampagnata nelle nostre colline. Sembrerà di fare un salto mortale all'indietro, parrà di incrociare un'epopea ormai perduta anche dalla memoria di un millennio che fatica a girarsi indietro se non per alcune storture politiche. Si vedranno sfilare marchi di biciclette ormai perduti nel tempo e che generarono anche le biciclettine dei ragazzini degli anni 50-60. Chi ricorda più la Chiorda? Chi la Olmo, la Ganna, la Motobecane, la Gazelle? Eppure... eccole lì.



Partenza (alle 9) e arrivo in Comune di Follina, vicino al campo sportivo. Per chi abitasse da quelle parti, il percorso, per ammirare questo tuffo nel passato, è questo: passaggio davanti al municipio di Follina, entrata nel borgo storico, uscita da Follina lungo la Sp4 fino a raggiungere Solighetto (fraz. Pieve di Soligo) - direzione Refrontolo - passaggio al Molinetto della Croda (comune Refrontolo), poi Rolle, Farrò e rientro in Sp4 fino a Follina, passaggio davanti all’Abbazia - direzione Valmareno - rientro in Sp4 a Cison di Valmarino, lungo via 3 Settembre fino a localita' Mura, poi Sottocroda, Lago, giro dei Laghi di Revine, con ristoro, Colmaggiore, Fratta - con strada non asfaltata fino a Mura, e ancoSan Felice, attraversamento SP4 e rientro nell'abitato di Follina, al punto di partenza.

Stasera sera delle 19.30, come introduzione, all'albergo Gildo si svolgerà una cena con uno spettacolo dello scrittore Marco Ballestracci, che con la fisarmonica di Claudio Cecchetto, racconterà la sua “Storia di gambe”, che ogni volta si alimenta di episodi e personaggi nuovi del ciclismo che fu. Un vero antipasto di cui le "storiche" spesso si nutrono per fare quel salto mortale all'indietro che si fonda sulla pura emozione. Come dicono loro, i ciclostorici, «fichetti astenersi».—