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Rugby: Bernabò, scarpe al chiodo 33 caps e due Mondiali giocati

Treviso. Il “cammellone” smette: per Valerio Bernabò, 34 anni, 4 dei quali passati al Benetton ed altrettanti alle Zebre, è ora di appendere le scarpette al chiodo

TREVISO. Il “cammellone” smette: per Valerio Bernabò, 34 anni, 4 dei quali passati al Benetton ed altrettanti alle Zebre, è ora di appendere le scarpette al chiodo. Seconda linea romano, chiude una carriera iniziata in biancoceleste con la Lazio, proseguita a Calvisano, di nuovo nella capitale con il Rugby Roma, quindi a Brive nel Top14 ed infine a Treviso e Parma: oltre 100 le sue presenze nel torneo celtico.

E, ovvio, anche tanto azzurro (33 caps): le Nazionali juniores, dell’U21 di cui è stato capitano nel 6 Nazioni e nel Mondiale di categoria del 2005, dell’Italia “A” e della Nazionale maggiore, lanciato nel 2004 dall’allora CT John Kirwan. Bernabò si ritira soddisfatto: «Non potevo chiedere di più, la mia carriera è stata un’avventura straordinaria. Il rugby mi ha dato moltissimo, in campo e fuori. Ho visto il mondo, affrontato grandi atleti, conosciuto uomini, donne e bambini eccezionali.

Soprattutto, ho avuto modo di vivere esperienze indimenticabili, come quelle dei Mondiali e del 6 Nazioni del 2007, il mio primo. La vittoria sulla Scozia nel 2007 e il percorso che mi ha portato a far parte del gruppo per la RWC 2015 restano tra i ricordi più intensi della mia esperienza in azzurro. Ringrazio tutti i CT che mi hanno dato un’opportunità per vestire la maglia della Nazionale, la Benetton e le Zebre per avermi dato la chance di giocare sino alla fine in una manifestazione di alto livello come il PRO14, tutti i Club di cui ho avuto l’onore di vestire la maglia ed i compagni di squadra con cui ho condiviso ricordi indelebili. A breve completerò gli studi universitari e non vedo l’ora di iniziare una nuova carriera, portando nel mondo del lavoro gli insegnamenti che il nostro sport, credo come pochi altri, sa offrire».

Il grazie arriva anche da Antonio Pavanello, oggi diesse ma prima suo compagno: «A nome di tutto il Benetton Rugby rivolgo un ringraziamento speciale a Valerio per tutto ciò che ha dato alla nostra società nelle prime

quattro stagioni celtiche. Persona fondamentale dentro e fuori il campo ha lasciato il suo segno. Ma c'è pure il mio ringraziamento a livello personale: Valerio è stato un compagno sul quale poter sempre contare sia dal punto di vista sportivo che umano. Un esempio per tutti».
 

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